Barbara d’Urso: “Pomeriggio Cinque un successo: 22% di share e centinaia di commenti”. “I confronti politici di P5 un riferimento autorevole in materia”.

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Santi in paradiso, estimatori ad Arcore ed amici a IlGiornale. Barbara d’Urso è il soggetto di un’intervista, pubblicata dal quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, habitué del salotto di Barbarella, nonché compagno dell’amicona Daniela Santanchè, da incorniciare, poichè densa di formule adulatrici (queste due delle ‘domande‘ rivolte dall’intervistatore: “Sarà il successo di Pomeriggio Cinque a farla sentire superiore alle beghe del condominio televisivo?“; “Ma cosa rende Pomeriggio Cinque così speciale?“) e trovate immaginifiche.

La conduttrice, che si appresta a salutare il pubblico, il prossimo venerdì, nell’ultima puntata di Pomeriggio Cinque, non può esimersi dal commentare i dati Auditel delle ultime settimane, che hanno sancito la ‘vittoria‘, schiacciante ed inattesa, del programma Videonews sulla concorrenza:

Venerdì scorso abbiamo toccato il 22 per cento di share; sul mio blog www.carmelita.it ricevo giornalmente centinaia di commenti e apprezzamenti. E la programmazione, che come sempre avrebbe dovuto finire a maggio, su richiesta dell’editore andrà avanti per tutto giugno. E per un’ora e mezza di trasmissione in più al giorno.

 

Barbara non ha dubbi: “si tratta davvero d’un successo“. Eppure, nei mesi scorsi, quando la concorrenza era presente ed agguerrita, i dati Auditel certificavano un “insuccesso” clamoroso. Dettagli… o forse no.

L’intervistatore, spietato, incalza la preda: “Ma cosa rende Pomeriggio Cinque così speciale?“:

Credo tre cose. Il lavoro enorme (io entro in redazione alle nove di mattina e ne esco, quando va bene, alle nove di sera) di un gruppo molto unito. Un ritmo serrato, adatto al pubblico giovane di Canale Cinque, che poi è il più appetibile per la pubblicità (15 minuti per argomento; 10 argomenti a puntata). E uno “zoccolo duro” di pubblico che, modestamente, dopo 35 anni di questo mestiere, credo d’essermi conquistata.

Meno male che Barbara c’è“, o quello “zoccolo duro” non esisterebbe, e non esisterebbe nemmeno Kontrata per Shqipëria, ovvero il format che lei stessa ha scritto per la tv albanese Agon Channel, e che consiste in una sorta di dursintervista in politichese:

È cominciato tutto per caso. Come si sa in Albania la nostra tv è molto seguita. Dopo le mie interviste con Letta, Casini, Berlusconi, Renzi, Franceschini, anche laggiù hanno cominciato a considerare i confronti politici di Pomeriggio Cinque un riferimento autorevole in materia. E mi hanno chiesto di applicare la stessa formula per intervistare nella loro tv i leader di tutti i loro schieramenti, in vista delle elezioni che in Albania si terranno il 25 giugno.

Deduciamo che l’emblema dell’informazione asservita al potere, o meglio, al padrone (vedi intervista di Silvio Berlusconi a Domenica Live), in Albania è divenuto “un riferimento autorevole in materia“. Stanno messi male, in Albania.

Grazie alla nostra tv lì quasi tutti parlano italiano. Altrimenti ho usato l’interprete. E poi ho studiato a tappeto la situazione dell’Albania nell’ultimo mezzo secolo. Ma soprattutto, come faccio sempre, anche con i loro rappresentanti ho toccato la sfera privata, personale. Ottenendo risultati inattesi. L’ex presidente della repubblica Bamir Topi, che è stato in carica negli ultimi sette anni e che tutti, per la sua ritrosia, chiamano “il presidente silenzioso”, si è commosso fino alle lacrime quando gli ho portato Igli Tare, tecnico della Lazio, e la vincitrice di The Voice Elhaida Dani, entrambi albanesi.

Continua il feroce intervistatore: “Insomma: una rivincita verso quelli che l’avevano accusata d’improvvisarsi giornalista politica?“.

Ma no. Io non ho bisogno di nessuna rivincita. Da tempo accolgo cattiverie e complimenti allo stesso modo. Con serenità.