Rassegna Stampa: le modifiche ai palinsesti autunnali Rai; Geppi Cucciari: mille pregi dentro una sola donna; Brunetta bacchetta Fazio e Annunziata: per ripicca?

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Torna, sulle nostre pagine, la “Rassegna Stampa“. Notizie curiose, commenti ficcanti, critiche calzanti, dalle pagine dei quotidiani, direttamente su UnDueTre.com.

Brunetta all’Agcom: «Fazio e Annunziata sono di parte»

Lo aveva annunciato ieri al Corriere: «Farò un esposto al giorno». Lo ha fatto. Anzi. Ieri il neocommissario in Vigilanza, Renato Brunetta ne ha presentati due all’Agcom, l’Autorità garante per le comunicazioni. Anche se il contenuto era il medesimo delle interrogazioni già presentate in commissione: ovvero i programmi di Fabio Fazio e Lucia Annunziata, accusati di scarso pluralismo. Nel giorno in cui, in un’intervista sul Financial Times, dichiara: «C’è un’opacità totale nel ministero delle Finanze». E, intervenendo sull’allarme dei derivati in Italia lanciato dal quotidiano finanziario britannico, aggiunge: «Lo stato delle finanze italiano è come la formula per la Coca Cola, è un segreto». Mentre sulle agenzie di stampa le reazioni alla sua intervista si aggiungevano a quelle sull’attacco appena sferrato a Matteo Renzi («Professione poco presente. Dal 2012 ha partecipato a 8 sedute di consiglio su 45. Dall’inizio del 2013 è comparso nello scranno del primo cittadino 7 volte su 17. Ha snobbato la celebrazione in memoria dell’alluvione del 1967. Si è fatto sostituire dall’autista all’anniversario della morte di Oriana Fallaci. Si dedica, in compenso, agli incontri che gli danno visibilità mediatica»). E si mescolavano, ovviamente, alle polemiche sulla Rai. Lui ribatteva, pizzicando ancora Lucia Annunziata, stavolta nella veste di direttore dell’Huffington Post: «Mette come cover story una mia foto con su scritto “Il killer dei mercati”. Errore, cara Lucia Annunziata, direttrice della testata: matita blu. È killer chi produce e difende l’opacità. Chi, invece, chiede con decisione trasparenza al ministero dell’Economia è dalla parte dei mercati, della gente, della libera concorrenza. Perché Brunetta killer? Francamente è incomprensibile. Bocciata in economia. Bocciata in giornalismo». Ma il capogruppo Pdl rivendica il suo ruolo, soprattutto in materia di Rai, dato il suo ingresso in Vigilanza. E non vuole essere dipinto come un crociato: «Perché tanto pregiudizio? La mia non è una crociata. Sto solo cercando di fare il mio lavoro con onestà e trasparenza». Non c’è null’altro, assicura, dietro i suoi esposti dove accusa «In mezz’ora» di «violazione della par condicio» (su 29 puntate «ben 14 hanno ospitato appartenenti al Pd» o di area, «solo 2 il segretario Pdl Angelino Alfano») e accusa «Che tempo che fa» di violazione del pluralismo (su 60 puntate, «sono stati ospitati ben 20 del Pd» o riconducibili ad esso. E solo quattro di centrodestra). «La domanda corretta evidenzia Brunetta dovrebbe essere piuttosto: sono corrette le mie critiche in tema di pluralismo a Fazio e Annunziata?».

Virginia Piccolillo, per il Corriere della Sera

Il gioiello di Geppi

Escono a volte articoli che meritano di essere conservati, perché raccontano come la televisione non sia soltanto il solito stupidificio, ma anche un posto di lavoro dove si insegue la dignità. Uno di questi pezzi, dunque, è stato ieri pubblicato sul “Corriere della Sera”. Protagonista Geppi Cucciari: raro esempio di spettacolante che rifletta come e più di uno specchio. […] se frenate un istante, e dedicate a quest’artista l’attenzione che merita, scoprirete l’originalità delle sue parole. Unica tra i telelemuri, Cucciari illustra senza bizantinismi il fallimento oggettivo: che non è posa da sconfitti, e neanche pianto da sciocchi che non accettano il gioco, ma un segno di rispetto verso chi guarda da casa. Non sempre, infatti, la qualità arrembante è garanzia di applausi, anche perché mamma Tele ha alcune regole sacre. La prima delle quali è che, se vuoi esaltare un prodotto, devi trasmetterlo quando c’è il pubblico disposto a seguirlo: non come ha (s)fatto per due anni La7, tumulando “G’Day” tra le stupiderie preserali. Dopodiché è evidente, nel caso di madame Geppi, che il Festival degli sfioriti non potesse tracimarle share. Nel senso che da tempo era stranota a tutti -anche in quanto partner del marchettissimo mister Bifidus-, eppure gli ascolti erano tendenti alle lacrime. Colpa dei mille pregi racchiusi dentro una sola donna: simpatica, autoironica, brillante e anche stroncante, quando è sacrosanto stroncare. Troppa grazia per uno spazio piccolo come quello catodico. Molto meglio puntare al cinema, dove lo schermo è molto ma molto più ampio.

Riccardo Bocca, per L’Espresso

Piccoli consigli, per grandi televisioni: qualche modifica ai palinsesti Rai

Vorrei suggerire -con la consueta umiltà- qualche modifica ai palinsesti autunnali Rai, presentati in questi giorni alla stampa italiana. Niente di traumatizzante, sia chiaro, nulla che possa alterare equilibri pregressi. Ritocchi, piuttosto: accenni di variazione che contribuiscano alla felicità. Bruno Vespa, ad esempio: è evidente quanto sia straordinario, come professionista. E allora perché rinchiuderlo -com’è stato annunciato- dentro le quattro sere settimanali del solito “Porta A Porta”? Meglio sarebbe, per esaltarne l’estro, trasferirlo nell’ex fascia Marzullo, dove potrebbe mostrare -con la complicità delle stelle- il suo risvolto poliedrico. E poi ancora: Fabio Fazio. Il folgorante Fazio, noto anche come il divino Usd (l’Uomo senza domande). Perché costringerlo a sanremare per il secondo anno consecutivo? E perché non liberarlo da “Che tempo che fa”, con il logorio delle telecoccole rivolte agli amati ospiti? L’ipotesi migliore, dopo una lesta istruttoria, sarebbe quella di traslocarlo alla conduzione di Protestantesimo”: perfetto per riflettere sul rapporto con il dio Potere, ed evitare nel frattempo che si concentri sui grandi vecchi -per nulla pronti a essere celebrati negli speciali post vitam-. Non è apprezzabile, in fondo? Non ha una spicciola ragionevolezza? Basta un occhio un po’ esperto, tra l’altro, per capire quanto sia sprecato Franco Di Mare alla conduzione de “La vita in diretta”. Lui sì che è un fuoriclasse, un fantastico inviato di guerra, non il caddie di Paola Perego che troverà al suo fianco. Allora perché non spingerlo verso un conflitto all’altezza, con tesserino annesso per emozioni embedded? Mah. Non è semplice, a volte, comprendere le logiche Rai. Sfugge il motivo, ad esempio, per cui “l’Arena” di mister Giletti non sia ancora munita di tori -lo share, va detto, schizzerebbe all’istante-. E altrettanto oscura è la recidiva targata Milly Carlucci, che l’anno prossimo riapparirà tra le quinte di “Ballando eccetera eccetera”.Trasmissione “Isola dei famosi“. Molto più consono, a questo punto, sarebbe il talent “Indovina chi sono?”, dedicato a una superfida tra rifattissimi di ogni età. Niente da dire, invece, sulla scelta di Nicola Savino alla guida di “Quelli che…”, con conseguente estromissione di Victoria Melatiro Cabello. Già l’anno scorso, infatti, al programma era stato tolto il calcio. Quest’anno quindi si procede a oltranza, sottraendo anche la speranza di un conduttore carismatico.

Riccardo Bocca, per L’Espresso