“Divieto di sosta” cancellato: ultima settimana di programmazione. Chiara Lico: “lavoro contro orario e controcorrente”.

Cancellato “Divieto di sosta“, il programma di Rai2, condotto da Chiara Lico. Parla la conduttrice ed il critico Bocca bacchetta Teodoli.

Divieto di sosta

Divieto di… andare in onda. La direzione di rete ha posto il veto: Divieto di sosta, il programma di infotainment, in onda, dal lunedì al venerdì, alle 14:00, su Rai2, non andrà in onda, in autunno. Ad annunciarlo, uno scarno comunicato della dirigenza, che “ha deciso di interrompere in anticipo il programma condotto da Chiara Lico con la puntata di venerdì 26 luglio“. Ultima settimana di programmazione, dunque, per Divieto di sosta, che, invece, avrebbe dovuto intrattenere il pubblico della seconda rete anche nella stagione ventura, anticipando l’appuntamento, confermato perchè gradito al pubblico, con Caterina Balivo ed i coach di Detto Fatto. D’altronde, il programma di Chiara Lico, che ha debuttato lo scorso 10 giugno, non è riuscito ad imporre la propria presenza in palinsesto, registrando a percentuali d’ascolto misere (tra il 2 ed il 3% di share), nonostante l’assenza di temibili competitor. “La Direzione della rete ringrazia la conduttrice, la redazione e il personale della Rai per l’impegno dimostrato“, chiosa il comunicato.

Dunque, torniamo a chiederci, come ha fatto il critico dell’Espresso, Riccardo Bocca, sul suo blog, “com’è possibile che un glorioso canale, in passato terra di buone sperimentazioni, sia diventato la barzelletta che racconta chi non vuole far ridere?“. D’altronde, quella di Divieto di sosta, sembrava una sfida persa in partenza o, per dirla con la conduttrice, Chiara Lico, “un’eresia“. Nel suo blog, infatti, la giornalista scriveva, lo scorso 16 giugno: “[Divieto di sosta] nasce sotto alle spoglie di un’eresia: (ri)portare l’informazione in tv, in diretta per un’ora e mezza, senza grande clamore a spianarle la strada. Solo, tanto studio e tanto lavoro. […] Soprattutto, però, Divieto di sosta nasce d’estate. Nella stagione meno clemente in cui un esperimento di informazione possa venir partorito e nella porzione più delicata della giornata. Quella che i televisivi chiamano daytime“.

Una pazzia, dunque, “un lavoro contro. Contro orario (perché la tradizione vuole che a quell’ora, in estate, chi vuoi che ci sia davanti alla tv?) e controcorrente (perché chi c’è vuol leggerezza…, mica informazioni…)“.

Ora, considerando le altre mosse “contro” decise dal direttore di rete (per ultima, la collocazione dei 4 test prodotti), citando nuovamente il critico Bocca, chiediamo ad Angelo Teodoli “perché si sta sforzando, con tanta diligenza, di sminuire Raidue?“.