“Presadiretta” trasloca al lunedì e racconta una “crisi spaventosa”. Nella prima puntata, “Ricchi e poveri”.

Le anticipazioni sulla nuova edizione di “Presadiretta” e, in particolare, sulla prima puntata del 2 settembre 2013.

Presadiretta

Carissime e carissimi, dal 2 settembre Presadiretta torna in onda“. Riccardo Iacona annuncia il ritorno, su Raitre, del programma d’inchiesta ideato, nel 2009, con Francesca Barzini e Domenico Iannacone, servendosi di una missiva accesa d’orgoglio, pervasa d’inquietudine. L’orgoglio, la coscienza di una scelta virtuosa compiuta dal direttore di rete, Andrea Vianello, e dai suoi predecessori, che hanno deciso di “vestire di inchiesta“, prima con Presadiretta e, a seguire, con Report, il lunedì di Raitre per l’intera stagione 2013/2014, proponendo più di trenta prime serate tutte di inchiesta, da settembre a giugno: unico esempio tra le reti generaliste. Ma anche l’inquietudine, l’assillo di una “crisi spaventosa“, protagonista assoluta delle 4 puntate di Presadiretta in onda quest’autunno (“torneremo in onda a gennaio con la serie lunga di tredici puntate“, promette Iacona).

Come uscirne? Continuando con l’austerity o allentando i vincoli che l’Europa ci impone? A chi dobbiamo credere, a quelli che ci dicono che se siamo virtuosi ce la faremo o a quelli che lanciano l’allarme del crollo e della deindustrializzazione del Paese, quelli che sostengono che la cura da cavallo rischia solo di ammazzare il cavallo?“; queste ed altre le domande a cui Presadiretta tenterà di dare delle risposte. “Vi porteremo quindi in giro per tutta l’Italia“, promette Iacona, “per vedere da vicino e toccare con mano come si sta riducendo la ricchezza del nostro Paese, dal Sud al Nord e cosa comporta questo per la nostra vita e quella dei nostri figli. Vi porteremo in Sicilia dove la gente ha ripreso ad emigrare verso i Paesi ricchi del Nord Europa, Germania prima fra tutti. Vi faremo conoscere chi sono i nuovi emigranti italiani e che cosa stanno lasciando. Ma quanto la febbre della crisi sia alta lo si misura nel Nord del nostro Paese, lo si misura a Torino, la città del Nord dove più forte è aumentata la povertà e vi faremo vedere cosa significa una città intera che vive al rallentatore”. Ma, continua il giornalista, “la crisi è anche un moltiplicatore di ingiustizia, lo sapevate che mentre aumentano i poveri, i ricchi diventano sempre più ricchi? Quanto più ricchi ? E chi sono? E come spendono quello che hanno, come vivono?“.

Infine, la risposta alla “domanda che tutti gli italiani si pongono“: “il governo Letta ce la farà ad essere all’altezza dei problemi che abbiamo davanti, la strana maggioranza delle larghe intese sarà capace di far ripartire il motore Italia“.

Ricchi e poveri”, “Europa a pezzi” , “Lavori in corso” e “Soldi sporchi”: questi i titoli delle 4 puntate in onda a settembre. Nella prima, in onda questa sera, alle ore 21.05, su Rai3, si parlerà dei nuovi “Ricchi e poveri“. “La ricchezza privata da noi non ha eguali né in Francia né in Germania: novemila miliardi di euro, cioè quasi cinque volte il debito pubblico italiano. Il dieci per cento degli italiani possiede il cinquanta per cento di questi novemila miliardi. Questa ricchezza non è tassata e nessuno ne parla. Abbiamo fermato le pensioni minime a cinquecento euro e stiamo facendo pagare lacrime e sangue a quelli che i soldi non li hanno. Con il reddito medio più basso d’Europa, milleduecento euro, non tocchiamo l’oro dove c’è? A quale Paese sta parlando questo governo? L’Italia non è tutta uguale. Il dieci per cento degli italiani naviga nell’oro e tutte le mattine si butta nella vasca da bagno con i dobloni e il restante novanta per cento non riesce ad arrivare alla fine del mese…”.

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