Il Segreto: le trame dal 25 al 29 novembre 2013 – Anticipazioni

Le anticipazioni de “Il Segreto”, la soap opera di Canale5, nella settimana che va dal 25 al 29 novembre 2013. Le trame nel dettaglio.

Anticipazioni

Ecco le trame delle puntate de Il Segreto, la soap opera di Canale5, in onda da lunedì 25 a venerdì 29 novembre, alle 16:10.

Carlos, dopo aver rapito Tristan e Pepa, mette in atto la sua vendetta, ma Alberto riuscirà a salvare i due innamorati. Sebastian viene arrestato ed accusato di complicità con il gruppo anarchico di Virtudes e Gerardo.  Mariana racconta a Soledad che Juan ha tentato di togliersi la vita. Hipolito decide di candidarsi alla carica di Sindaco di Puente Viejo. Alberto lotta per la propria vita, ma la ferita è profonda e Tristan non riesce ad avvisare in tempo un chirurgo. Continua la caccia a Carlos Castro ma, nonostante le forze messe in campo da Sanz, sembra che l’uomo, gravemente ferito, sia scomparso nel nulla. Sebastian è in carcere e Raimundo non si dà pace, anche perché non è ancora chiaro il motivo del fermo. Hipolito e Pedro si contendono il ruolo di “beniamino del popolo“, in vista di future elezioni. Alberto muore, ma Pepa non riesce a soffrirne: piuttosto si sente sollevata. Don Anselmo, durante il funerale del medico, le spiega che non deve sentirsi in colpa per questo, ma che deve invece pensare a rifarsi una vita, anche perché ora può risposarsi, senza bisogno di chiedere l’annullamento.

Finalmente Pepa e Tristan avvertono la possibilità reale di costituire una famiglia assieme al piccolo Martin, ma non hanno fatto i conti con Donna Francisca. Hipolito è sempre più popolare in paese, al punto che i compaesani si rivolgono a lui per ricevere consigli, invece che al padre sindaco; quest’ultimo ne è geloso e caccia il figlio di casa quando scopre che il ragazzo sogna di prendere il suo posto. Juan cerca ancora di riconquistare Soledad e le scrive una lettera, che farà consegnare a Mariana. Ma Soledad si rifiuta di leggere la missiva e la strappa. Ramiro e Alfonso vanno a trovare in carcere Sebastian, che rivela loro di aver capito che Gerardo non è mai fuggito con l’esplosivo: lo ha portato in un capanno considerato sicuro. A quel punto i Castaneda organizzano un piano per smascherare Gerardo e salvare Sebastian, coinvolgendo anche Raimundo. I tre, infatti, sorprendono Gerardo e Virtudes presso il nascondiglio degli ordigni, li catturano e sono in procinto di distruggere la baracca prima di consegnare i prigionieri alla Guardia Civile. I due anarchici, però, si liberano e corrono dentro il capanno, cercando inutilmente di evitare l’esplosione, che però avviene subito dopo il loro ingresso. Sebastian non riesce a darsi pace per la brutta fine di Virtudes. Raimundo ed Emilia sono preoccupati per lui e sono convinti della sua innocenza, anche se ci sono delle prove a suo sfavore.

Donna Francisca decide di diseredare Tristán e offre dei soldi a Pepa perché annulli il loro fidanzamento. Ma i due sono sempre più decisi a partire e a cominciare una vita insieme. Hipolito dorme nella baracca dove alloggiava Soledad, mentre in paese tutti lo adorano e continuano a chiedergli consigli. Juan rifiuta l’idea che Soledad non voglia più vederlo e cerca in ogni modo di riconquistarla. Tristan e Pepa giungono all’istituto per prendere Martin e, dopo aver scoperto che il piccolo è già stato portato via da Carlos Castro, avviano le ricerche. Soledad è caduta dalle scale ed accusa forti dolori, ma prima di perdere conoscenza ordina a Juan di non tornare mai più. Pedro rischia di perdere la carica di sindaco e il suo successore potrebbe essere lo stesso Hipolito, con il quale c’è ormai molta tensione. Emilia e Raimundo fanno visita a Sebastian in carcere, ma lo trovano in pessime condizioni a causa delle bastonate. Donna Francisca potrebbe intercedere per la liberazione di Sebastian, a condizione che lui rinunci alle sue azioni alla conserviera. A quel punto Raimundo corre alla villa armato di pistola, con l’intenzione di costringere Francisca Montenegro a far rilasciare il figlio. Ma non è l’unico a puntare un’arma contro la donna: anche Virtudes intende fare giustizia.

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