Marco Travaglio a “Servizio Pubblico” del 19 dicembre 2013

Il video dell’intervento di Marco Travaglio, nella puntata di “Servizio Pubblico” del 19 dicembre 2013.

s1

L’invettiva pronunciata da Marco Travaglio all’interno della puntata di Servizio Pubblico del 19 dicembre. Eccone alcuni stralci, seguiti dal video che documenta l’intervento del giornalista.

Caro Eugenio Scalfari, le scrivo col rispetto che si deve al decano dei giornalisti italiani. Lei sa che in alcune conversazioni con un boss pugliese intercettate in carcere, Riina ha ordinato di uccidere il pm Nino Di Matteo che coordina le indagini sulla trattativa Stato-mafia. Purtroppo lei, in questi 15 mesi di minacce e poi di veri e propri mandati a uccidere, non ha mai dedicato una riga a Di Matteo, dopo averlo attaccato sanguinosamente due estati fa per difendere Napolitano. “Di Matteo è innominabile perché osò intercettare Mancino e incappò casualmente in 4 telefonate con Napolitano.

Caro Eugenio Scalfari, Lei non ha mai usato la sua influenza per dire a Napolitano di andare a Palermo a testimoniare. E domenica lei se l’è presa con la prestigiosa editorialista di Repubblica, Barbara Spinelli. Non per confutare le sue tesi su Grillo e Napolitano, ma per negarle il diritto di scrivere che ogni tanto Grillo ha ragione, e Napolitano ha torto.

Non c’è giornalista italiano che abbia criticato più presidenti di lei. Negli anni ’60 divenne famoso sull’Espresso per lo scoop sul Piano Solo, quando insieme a Lino Jannuzzi accusavate il generale De Lorenzo e il presidente Antonio Segni di manovre golpiste. Nel ’78 Repubblica rilanciò gli attacchi di Camilla Cederna al presidente Leone. E nel ’91 Repubblica fu in prima fila, col Pds di Occhetto, Violante e Napolitano, nella campagna per le dimissioni e l’impeachment di Cossiga. Lei chiese per lui la perizia psichiatrica, perché esternava a vanvera e perché faceva politica dal Colle, proprio l’accusa che oggi molti muovono a Napolitano, ma lei lo difende a prescindere.

Ma non vorrei che si pensasse alla solita bega fra giornalisti. No, questa è una questione molto più importante di noi. Riguarda il pericoloso culto della personalità che circonda Napolitano e trasforma l’Italia in monarchia, anzi in sultanato. Grillo chiede l’impeachment? Allarme nero, il fascismo è alle porte. Napolitano minaccia le dimissioni se il Parlamento non fa quel che dice lui e avverte che nel 2014 non si vota? Tutti in ginocchio ad applaudire in estasi, mani giunte e bocca a cul di gallina“.

Di seguito il video.

Segui UnDueTre.com su

Facebook | Twitter