Marco Travaglio a “Servizio Pubblico” del 9 gennaio 2014

Il video dell’intervento di Marco Travaglio, nella puntata di “Servizio Pubblico” del 9 gennaio 2014.

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L’invettiva pronunciata da Marco Travaglio all’interno della puntata di Servizio Pubblico del 9 gennaio 2014. Eccone alcuni stralci, seguiti dal video che documenta l’intervento del giornalista.

Nel 2008, all’inizio della crisi, B. dipingeva l’Italia come il Paese di Balocchi: ‘Abbiamo l’83% di case di proprietà, più auto pro capite e più telefonini di ogni altro paese europeo’. Nell’agosto 2009 Brunetta, che ci azzecca sempre, vaticinava: ‘Nessun allarme occupazione, il peggio è passato, rischia solo qualche artigiano. Ci dissero niente paura, occupazione in ripresa nel 2010’. Non riprese e persero il posto anche lui e B., che poco prima di andarsene ebbe il tempo di dire ‘i ristoranti sono pieni, gli aerei pure’, per non parlare dei bordelli, che in quell’anno lì… Ma ora è tutto diverso. Ora le stesse promesse le fa Letta, che è un quarantenne: volete mettere la soddisfazione di farsi prendere per il culo da uno di 40 anni anziché da uno di 70? È l’ex Dg di Bankitalia, fedelissimo di Draghi, ministro dell’Economia di Palle d’Acciaio, voluto direttamente da Sua Altezza re Giorgio. Tecnico e politico insieme, un genio. I nemici lo chiamano Gelatina o Saccodanni. Ma sono malignità. È uomo con le idee chiare. Solo che non sono le sue, e infatti non le condivide.

Saccomanni scrive la Legge di Stabilità, che com’è noto ce la chiede l’Europa. Però appena la porta in Europa gliela bocciano. Lui aveva coperto i buchi con le privatizzazioni e la spending review. Il commissario Olli Rehn, personcina concreta, dice: vedere soldi, dare cammello. Speriamo che non abbia letto la manovra. Non si privatizza neppure un canile. Gelatina-Saccomanni frattanto s’intorcina in un vortice di aliquote, mentre l’Imu che credeva di avere abolito rinasce come gli Zombie: ora s’è scoperto che il 24 gennaio pagheremo la mini-Imu. Niente da fare, non riesce proprio ad abolirla. In compenso è bravissimo a cambiarle nome. Nessuno, intanto, ha capito come, quando e quanto si paga.

C’è stato un supersonico taglio del cuneo fiscale per i lavoratori, che in busta avranno la bellezza di 14euro. Che diventano 4 euro e 20 cents con l’aumento delle addizionali regionali Irpef. Ma questo il governo lo dice sottovoce, se no magari ci diamo alla pazza gioia e ce li sputtaniamo tutti in giro per il mondo con un plotone di ballerine dell’obaoba. Dopo aver tentato di vendere le caserme non si sa bene a chi, e poi le spiagge e gli ombrelloni, Saccomanni passa all’accattonaggio molesto: chiede 150 euro al mese agli insegnanti che ne guadagnano già addirittura 1300, se no poi con tutti quei soldi gli gira la testa e chissà dove vanno a folleggiare.

Saccomanni spiega, testuale: ‘C’è stato un problema di comunicazione, il ministero dell’Economia è un mero esecutore, aspettavamo istruzioni che non sono pervenute’. Da chi dovevano pervenire? Dalla Carrozza, che sapeva tutto dal 9 dicembre. Ma lei spiega: spesso i ministri non sanno nulla. Alfano ha confermato: ‘È vero, anch’io non so mai un cazzo’. Viene in mente la vignetta di Altan: “Mi piacerebbe sapere chi è il mandante di tutte le cazzate che dico“.

Di seguito il video.

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