“Sanremo 2014”: un festival “Fazio-so”, poco contemporaneo (?).

Critica ‘preventiva’ al Festival di Sanremo 2014: Fazio-so e poco contemporaneo?

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Il Festival è alle porte, anzi in realtà è già entrato dalla finestra, dal momento che da giorni tv, giornali e radio ci stanno raccontando e sviscerando di ciò che nella prossima settina televisiva ci aspetta. Quest’anno sono mancate le fisiologiche polemiche e “il polemicone“. L’anno scorso un’agguerrita Anna Oxa vivacizzò un dibattito pre-festival circa la scelta dei pezzi e dei relativi cantanti. L’edizione 2014 parte con tinte meno forti e un cast a mio parere che non rappresenta nè il carrozzone mediatico nè il mercato discografico. Insomma, quello che dovrebbe essere il festivalone commemorativo dei 60 anni Rai sembra, a tutt’oggi, uno strano animale (da palcoscenico) preistorico, un pò terrestre un pò acquatico, un pò carnivoro un pò erbivoro. E’ come se mancasse di una vera identità, di una sua precisa fisionomia, o paradossalmente e verosimilmente. ne avesse troppe. Di innovativo e rivoluzionario comunque nulla.

Al sottoscritto, in tutta sincerità, non va giù il solito “torrone” (per dirla alla Littizzetto) della contemporaneità, che ogni anno il buon Fabio ci propina sulla tavola della manifestazione come criterio di scelta del racconto musicale (e televisivo) dell’evento.

Premesso che sarebbero contemporanei anche Chopin e Mozart (lo stesso Fazio invita grandi maestri d’orchestra nella sua trasmisssione “contemporanea“), mi piacerebbe sapere cosa veramente intende il presentatore per quell’aggettivo a lui così caro. Cosa sia moderno, attuale e cosa no e se siano tracciabili quindi dei confini netti e distinguibili tali da permettergli, come un bravo scolaretto, di segnare sulla lavagna i buoni (contemporanei) e i cattivi (passati…antichi…?). A me, per dirla tutta, mi sembra che anche quest’anno Fabio abbia trovato un’escamotage per giustificare “le proprie scelte“, la presenza di cantanti che fanno parte di quel grande divano della sua “fazio-ne” (perdonatemi il facile gioco di parole), del suo bagaglio culturale, musicale, aggiungerei politico. Legittima scelta ma che non ha nulla a che fare col principio della modernità! E che dire degli ospiti (qui la lista dettagliata)? Sono forse contemporanei la Carrà, Baglioni, Terence Hill? Si, potrebbero esserlo ma esattamente come tanti artisti che non saranno sul palco e che pare siano stati esclusi dalla gara per motivi legati appunto alla tanto, troppo sbandierata contemporaneità.

Concludendo, permettetemi una banale ma efficace considerazione: il vero elemento contemporaneo nella vita, nell’arte è sempre e solo la bellezza, in tutte le sue forme ed espressioni. Che poi venga espressa da Pupo piuttosto che da Battiato, da un artista di strada o da Guttuso, da Fabio Volo o da Alessandro Manzoni è davvero un dettaglio.

Buon festival “contemporaneo” a tutti!