Servizio Pubblico – Puntata del 27/03/2014 – Anticipazioni, temi e ospiti.

Anticipazioni, temi ed ospiti della puntata di Servizio Pubblico in onda, su La7, il 27 marzo 2014.

s2

Michele Santoro continuerà a fare ‘servizio pubblico‘, su La7. A ribadirlo l’editore dell’emittente che ospita il giornalista salernitano e la sua squadra dall’ottobre 2012, Urbano Cairo, che in una nota replica al tentativo di “seminare zizzania” approntato da Maurizio Caverzan, firma del berlusconiano Il Giornale. Quest’ultimo, in un suo pezzo del 23 marzo, invitava i lettori del succitato quotidiano a riflettere sui dati d’ascolto di Servizio Pubblico, in lieve flessione, costruendo improbabili paragoni con gli ottimi risultati ottenuti da Bersaglio Mobile, la trasmissione d’approfondimento giornalistico condotta da Enrico Mentana al venerdì, in seconda serata. Già domenica, il direttore del TgLa7 aveva prontamente replicato a Caverzan, dichiarando: “Stamattina il Giornale cerca di mettermi contro Santoro. Non ci riuscirà. Michele è il numero uno nei programmi giornalistici di prima serata della tv italiana. Punto“. Martedì, Urbano Cairo ha definitivamente (si spera) silenziato il giornalista de Il Giornale, commentando: “Michele Santoro, che da tempo Il Giornale sta utilizzando come suo bersaglio mobile, è una colonna portante del palinsesto de La7 e anche quest’anno sta registrando ascolti molto importanti e in doppia cifra (da settembre a marzo, in 22 puntate, ascolto minuto medio 2.266mila e share del 10.11%). La7 dunque è assolutamente soddisfatta dei risultati ottenuti da Santoro, uno dei migliori conduttori nella storia della TV italiana, che ha un rapporto biennale con La7 e che La7 ha in animo di poter prolungare. Quindi Il Giornale e Caverzan si mettano il cuore in pace: dovranno vedere ancora per molti anni Santoro il giovedì sera in tv su La7“.

Veniamo, dunque, alla puntata di Servizio Pubblico, dal titolo “Adesso spera“, in onda questa sera, su La7. Il Time lo aveva azzardato nel 2009: Matteo Renzi potrebbe essere l’Obama italiano. Da allora sono passati 5 anni e il ragazzo che era sindaco di Firenze è diventato Presidente del Consiglio italiano a 39 anni. Non sappiamo se diventerà l’Obama italiano ma di certo domani Renzi incontrerà a Roma il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, l’uomo più potente del mondo. Gli era capitato solo un’altra volta, nel 2010, di incontrare Barack Obama e in quell’occasione Renzi gli regalò una spilla d’oro che raffigurava il giglio di Firenze ed una magnum di vino rosso toscano. Domani, ovviamente, sarà un’altra storia: c’è la fiducia che in Italia sta timidamente risalendo (anche in Usa per Obama è successo lo stesso nei mesi scorsi), c’è speranza e c’è voglia di ottimismo. Ma basterà questo ottimismo a cambiare tutte le cose che non vanno? La ricchezza concentrata in poche mani che sono sempre meno? La disoccupazione che in Italia ha prodotto dieci milioni di senza lavoro, con forti sperequazioni sociali? L’indebolimento del ceto medio? C’è poi la questione degli F-35: li compriamo? Non li compriamo? A cosa servono? Il premier Matteo Renzi, nei giorni scorsi, parlando della visita di Obama in Italia ha detto: “A Barack Obama dirò che sono orgoglioso e fiero dei progressi dell’Italia” e “gli chiederò anche dei consigli, perché in America le aziende sono tornate a investire e la disoccupazione a scendere”.

Tra gli ospiti Gino Strada, il leader della Fiom Maurizio Landini, il giornalista Federico Rampini, in Italia per seguire il viaggio del Presidente Usa, e Mario Mauro, ex ministro della Difesa del Governo Letta e presidente dei Popolari per l’Italia.

Segui UnDueTre.com su

Facebook | Twitter