Servizio Pubblico – Puntata del 17/04/2014 – Anticipazioni, temi e ospiti.

Anticipazioni, temi ed ospiti della puntata di Servizio Pubblico in onda, su La7, il 17 aprile 2014.

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Forza Italia è un partito fondato da fior di delinquenti per farla franca“. Marco Travaglio non usa mezzi termini o cortesi epiteti nell’appellare quanti, vent’anni or sono, ebbero l’ardire di fondare il Partito Azzurro. Delinquenti, loro. Complici, i “giornaloni“, gli stessi che, “fedeli alla linea che i fatti devono essere separati dalle opinioni, nel senso che non devono disturbarle“, non hanno dedicato “una riga di commento alle conseguenze politiche della fuga del latitante Dell’Utri” ed “hanno fatto lo stesso l’altroieri su quelle della promozione di Berlusconi al rango di detenuto“. La stampa, osserva Travaglio, tace o dovrebbe “dare ragione, con vent’anni di ritardo, a chi l’aveva sempre detto che Forza Italia è un partito fondato da fior di delinquenti“.

‘Le prove, ci vogliono le prove’, ribattevano i finti tonti. Poi arrivarono le prove. ‘Le sentenze, aspettiamo le sentenze’, insistevano. Poi arrivarono le sentenze. ‘Devono essere definitive, presunzione di innocenza, garantismo’, salmodiavano. Con comodo, arrivarono anche le sentenze definitive. Previti fu condannato in Cassazione per due corruzioni giudiziarie, finì in galera per tre giorni, poi andò ai domiciliari e ne uscì grazie all’indulto. Silenzio generale. B. fu condannato per frode fiscale e sta per essere affidato aiservizi sociali. Zitti tutti. Dell’Utri attende la condanna definitiva per mafia, che lui dà per scontata (e per la precisione l’ha già avuta: la Cassazione ha annullato il primo verdetto d’appello solo per un periodo di 4 anni, confermandolo per oltre un ventennio) e se la svigna in Libano. Non vola una mosca“.

Il silenzio, osserva infine il giornalista, pennellando il ritratto di un’informazione sempre più ruffiana ed asservita, “non riguarda i dettagli, che anzi vengono sminuzzati e scandagliati nei minimi particolari proprio perché nessuno alzi gli occhi per uno sguardo d’insieme“.

Veniamo, dunque, alla puntata di Servizio Pubblico, dal titolo “Sciamaninn let’s go“, in onda questa sera, su La7. “Kabobo ‘semi-infermo’ di mente condannato a soli 20 anni di galera, Berlusconi ai servizi sociali, 19.000 clandestini sbarcati di recente, 21 indipendentisti ancora in galera senza aver fatto male a nessuno. Che schifo. Io non mi arrendo e non perdo la speranza, io lavoro per lasciare ai miei figli un futuro migliore”. Matteo Salvini, leader della Lega Nord, non le manda a dire, neppure su Facebook dove ha scritto questo post. E in questi giorni, dopo aver incontrato Marine Le Pen, la leader della destra francese, in vista delle elezioni europee prosegue la sua battaglia per uscire dall’euro e per fermare quella che lui chiama invasione degli immigrati. In questi giorni anche Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, gira l’Italia con il suo spettacolo “Te la do io l’Europa”, uno show politico dove il comico mette all’indice l’Europa e i politici italiani. Tra i suoi bersagli preferiti c’è anche Matteo Renzi, il Presidente del Consiglio, che dal 1 luglio guiderà la presidenza di turno dell’Unione europea per il semestre italiano. Ma davvero hanno ragione Salvini e Grillo, che l’euro è da buttare e l’Europa è matrigna? Oppure ha ragione Matteo Renzi che punta sul riformismo di Governo per battere gli antieuro?

Ospiti in studio, Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, Michele Emiliano, Pd, Giulia Sarti del Movimento 5Stelle, Guido Maria Brera chief investment officer di una importante società di gestione patrimoniale ed autore del libro “I diavoli”, la finanza raccontata dall’interno.

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