Servizio Pubblico – Puntata del 1/05/2014 – Anticipazioni, temi e ospiti.

Anticipazioni, temi ed ospiti della puntata di Servizio Pubblico in onda, su La7, il 1 maggio 2014.

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La Pasqua ha risuscitato in Marco Travaglio la speranza che Silvio Berlusconi possa finalmente pentirsi. Il Silvio Redento è il soggetto dell’editoriale firmato dal giornalista su Il Fatto Quotidiano del 26 aprile. “Se lei riuscirà a cogliere il peccato originale della sua avventura politica“, scrive Travaglio, “che anticipava tutti i disastri dei vent’anni successivi e che potremmo sintetizzare con l’espressione ormai démodée (anche a sinistra) ‘conflitto d’interessi’, il più sarà fatto. A quel punto nulla le impedirà di rendersi finalmente utile al Paese per la prima volta in vita sua […]. Come? Confessando tutto ciò che ancora non sappiamo di lei, anche se lo intuiamo da un pezzo“. “Lei è sempre stato un Grande Compratore“, continua il giornalista, suggerendo a B. la linea da seguire, “di politici, magistrati, militari, funzionari, giornalisti, intellettuali. Della Iª e della IIª Repubblica. Se ora si decidesse a pubblicare il suo libro paga, con nomi e cifre, potremmo ricostruire la storia degli ultimi 40 anni, dando una spiegazione logica a fatti altrimenti inspiegabili e bonificando la politica da corrotti e corruttori, ricattati e ricattatori“. Travaglio è convinto che i giudici abbiano “scoperto solo le briciole: i movimenti di denaro sui suoi conti ufficiali e ufficiosi, i fiumi di fondi neri nelle decine di offshore devono nascondere ben altro e altri che Craxi, Squillante, Metta, Previti, Dell’Utri e un pugno di marescialli“. Infine, quel “genio del male” che ama infierire sul corpo martoriato del Santo di Arcore, rivolge un ultimo, accorato appello all’Ex Senatore: “Collabori. Cos’ha ormai da perdere? La sua terza o quarta giovinezza ha un senso soltanto in veste di pentito. Quando è pronto, noi siamo qui“.

Veniamo, dunque, alla puntata di Servizio Pubblico, dal titolo “E’ qui la peste!“, in onda questa sera, su La7. Mentre Matteo Renzi si concentra sul Jobs act, la riforma dei lavori che il Premier ha annunciato come una vera e propria rivoluzione, i dati italiani sulla disoccupazione restano altissimi, il 12,7% (il 42,7% per i giovani) e la Cina, stando al Financial Times, starebbe per superare gli Usa e per diventare la prima economia mondiale. E l’Italia? Siamo ancora nella top 12 delle economie mondiali ma ormai in 11ma posizione e le nostre aziende continuano a chiudere o ad andare in crisi. Ultima, in ordine di tempo, la Lucchini di Piombino dove sabato scorso Beppe Grillo, in un fuori programma della sua campagna elettorale, ha attaccato i sindacati: “Noi siamo qui nel regno schifoso di questa peste rossa. Il Pd è la peste rossa e voi continuate e votarlo… Se credete ancora nei sindacati e nella politica io non voglio il vostro voto“. Eppure, anche con la crisi dell’industrie e la crisi economica in corso, l’Italia avrebbe un patrimonio unico e irripetibile per far ripartire la propria economia e liberarsi dalla crisi: città d’arte come Venezia, Roma, Firenze, Pompei, luoghi unici come Capri, il turismo e i beni culturali che rappresentano già un valore economico importante del nostro Pil.

Tra gli ospiti il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini, l’economista Luigi Zingales, il critico d’arte Philippe Daverio e il filosofo Massimo Cacciari.

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