Fabrizio Frizzi e la difficile “Eredità di Conti”

Fabrizio Frizzi a L’Eredità funziona: ecco perchè.

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Il bel “faccione” di Fabrizio Frizzi che irrompe sui nostri teleschermi nell’ora del rientro a casa, dei fornelli accesi per la cena, riempie di buonumore. Un preserale per il conduttore romano sembra essere la dimensione ideale per far tornare i telespettatori a quei sapori della tv quizzaiola di una volta. In quel mix di disincanto stile Vianello (con tutto il rispetto per un gigante della tv come lui) in un memorabile ‘Zig-zag‘ e sgangherato rigore targato Bongiorno ne ‘La ruota della fortuna‘.

Se in Carlo Conti riecheggia quella tv un tantino ingessata, ufficiale, liturgica, in Frizzi si avverte prepotentemente che il cuore vince sui regolamenti e sui protocolli della comunicazione. E i telespettatori sembra abbiano gradito la staffetta fra i 2 conduttori. Il mattatore dell’indimenticato ‘Soliti ignoti‘ ha mantenuto infatti la stessa attenzione e lo stesso ascolto del suo predecessore. Considerando che non era facile impresa con il pubblico di Rai1, da sempre ammalato di “affezionite cronica“. Un messaggio positivo il ritrovato successo di Fabrizio all’interno di una tv troppo spesso miope, distratta e poco meritocratica, che tende a parcheggiare macchine della sua stessa storia. Va bene il principio dell’aprire le porte a nuovi talenti, a nuove figure, a inediti schemi, ma non per questo vanno messe da parte pagine della cultura e dell’intrattenimento. Ma perchè mai dobbiamo vedere la Bonaccorti nelle vesti di opinionista, la Goggi, Baudo e la Carrà in quelle di giurati? Se rinnovare la tv significa inciampare in faccette senza carisma, linguaggi impoveriti e modalità discutibili ben vengano, anzi ritornino, i ‘soliti noti, quei ‘vecchi leoni‘ (che vecchi non sono!) che ancora oggi riescono a ruggire. Ridiamo un mezzogiorno a una grande professionista come Enrica (basta con pentole e cucine!), magari una domenica pomeriggio alla poliedrica Loretta, un sabato sera a Raffaella e Pippo, anche insieme.

Nel DNA del costume italiano esiste quello strano paradosso che prevede e vede le poltrone dei politici occupate fino a che gli stessi non vengano accompagnati in parlamento dalle loro badanti e quelle dei personaggi dello spettacolo (musica, tv…) libere precocemente. Nel caso di Fabrizio, per motivi anagrafici, non si può certo parlare di ‘vecchio leone‘, ma ahimè anche lui è stato vittima di quella logica illogica di un sistema che allontana, trascura, chiude gli occhi.

Avrebbe meritato di più nel suo percorso professionale, ma con il cuore e l’umiltà di pochi ha continuato, senza battere i piedi e piagnucolare, a proporsi in territori diversi e con non pochi pericoli. In quel ‘Cominciamo bene‘ di Rai3 in cui venne fuori tutta la sua umanità vera, l’approccio garbato e felpato da ragazzo ‘scusa hai del sale?‘ della porta accanto; nel rimettersi in gioco (chi l’avrebbe fatto?) a ‘Tale e quale show‘ per il quale ha tirato fuori una sorprendente camaleonticità, o in quel difficile esperimento di ‘Attenti a quei due‘ dove condivideva spazi e riflettori con un Max Giusti al top della popolarità.

Oggi Frizzi ha vinto ancora una volta e in una fascia oraria per lui inesplorata (gli manca solo un notturno!). Anzi vince due volte, considerando che il signor Conti gli aveva lasciato una complicata… eredità!

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