Licia Colò cacciata da “Kilimangiaro” si sfoga per la sostituzione annunciata.

Licia Colò si sfoga contro il direttore di Raitre Andrea Vianello che ha deciso di sostituirla dal suo programma storico, Kilimangiaro.

colò

Nel lontano 1998 ha creato e condotto lo storico contenitore della domenica pomeriggio di Raitre, Kilimangiaro, ma ora è stata cacciata dal programma e da ottobre sarà sotituita. Parliamo di Licia Colò che dall’autunno lascerà il timone del programma da lei ideato a Camilla Raznovich. La storica conduttrice del programma, che si aspettava la sotituzione, l’ha presa abbastanza bene, e tramite le pagine del Corriere della Sera si è sfogata contro l’attuale direttore di Raitre Andrea Vianello. Circa la decisione del direttore di sostituirla dichiara di averlo saputo fin da subito:

“Dei colleghi sono rimasti male perché Vianello non avrebbe comunicato loro la decisione. Non io: a me ha detto che non gli era piaciuto il mio modo di fare e che aveva deciso di sostituirmi. Ho chiesto di parlare con la direzione generale, non ho avuto risposta”. […] “Mi ha fato sorridere che alla presentazione dei palinsesti si è detto che il nuovo Kilimangiaro parlerà di viaggi e di viaggiatori. Ma noi per 15 anni cosa abbiamo fatto? Solo quest’anno si è parlato di attori e delle loro vacanze”.

Poi l’attacco generale, dichiarando di essersi sentita messa il bastone tra le ruote nell’ultimo anno e di non avere più conosciuto lo stile del programma che voleva.

“Il direttore Vianello già l’anno scorso ha cambiato il mio gruppo di lavoro storico, ne ha fatto tabula rasa per dare una nuova impostazione al programma, un rinnovamento da lui voluto. Ha inserito persone con un’idea diversa della trasmissione. Di colpo non avevo più voce in capitolo. Il Kilimangiaro è nato per raccontare il mondo con persone comuni e famose, ma tali perché facevano cose eccezionali. L’anno scorso, invece, si è spostato l’ago della bilancia su vip che niente avevano a che fare con il Kilimangiaro. Non mi è piaciuto“.

E sulla sotituzione e l’attuale stato della rete:

“Sono per la meritocrazia. La Rai deve rispondere a un pubblico che paga il canone. Anche quest’anno gli ascolti di Kilimangiaro erano buoni. Nell’unica prima serata abbiamo fatto l’8-10%. Questo quando Rai3 fa ascolti da 3%. Perché Rai3, coi programmi innovativi di Vianello, sta facendo il 3%. Un direttore può non amare un conduttore, ma di fronte a certi elementi dovrebbe superare le cosa. Ho avuto altri direttori nella mia carriera e non sono andata d’accordo con tutti. Ho avuto discussioni, ma nessuno mi ha mai fatta fuori. Se avessi fatto il 3%, però, forse sarebbe successo”.

Sul suo futuro, infine, tante ipotesi ma nessuna certezza.

“Ho proposto un programma a Sky, ma per adesso non sembra esserci grande interesse. A ottobre scade il mio contratto Rai e non ho assi nella manica. Sarei stata astuta a portarmi avanti ma la furbizia non mi appartiene. Ho proposto un programma a Sky, ma per adesso non sembra esserci grande interesse. Posso andare anche a Tele Posillipo, basta fare qualcosa che mi rispecchi”

Insomma, un direttore di rete può decidere di cancellare un programma o cambiarne la conduzione, ma dovrebbe attenersi in base ai numeri e non in base ai suoi gusti o simpatie e antipatie personali, soprattutto se trattasi di un canale del servizio pubblico. E in questo caso Vianello ha toppato in grande perchè ha sostituito una conduttrice storica in un programma che andava più che bene.