Servizio Pubblico – Puntata del 30/10/2014 – Anticipazioni, temi e ospiti.

Anticipazioni, temi ed ospiti della puntata di Servizio Pubblico in onda, su La7, il 30 ottobre 2014.

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Marco Travaglio è tornato. In molti, dopo lo ‘scazzo in diretta‘ tra il giornalista e Michele Santoro, a Servizio Pubblico, temevano (alcuni, a dire il vero, speravano) che l’editorialista de Il Fatto abbandonasse la premiata ditta Santoro & Co., invece, “ho deciso, dopo tre giorni di riflessioni, di colloqui con vari amici e di lettura dei vostri commenti, di riprovarci con Servizio Pubblico, sapevo benissimo che avrei comunque scontentato molti di voi”.  Quindi, Travaglio spiega la ragione del suo ritorno: “giovedì scorso mi sono incazzato per davvero e ho preferito uscire dallo studio per non trascendere per davvero“. “Poi mi sono posto per tre giorni la domanda che avevo messo nero su bianco sul Fatto e su questa pagina, dopo averci dedicato un libro e tanti articoli: esiste ancora la possibilità di preservare in tv uno spazio libero di informazione immune non dal dibattito, dalle critiche, dalle contestazioni, dalle eventuali smentite o rettifiche, ma dal chiacchiericcio che fa uguale tutto e il contrario di tutto, confondendo fatti con opinioni?”. Chiosa: “Sbollita l’incazzatura, ne ho parlato con Michele Santoro e con la sua squadra, ho esposto i miei dubbi, ho ricevuto rassicurazioni. E ho pensato che, prima di buttare via uno spazio prezioso, nato nel 2006 grazie a Santoro quando nessuno mi dava la parola in tv, fosse doveroso fare un altro tentativo prima di arrendersi. Giudicate voi se quel tentativo, ieri sera, è andato a buon fine oppure no“.

Veniamo, dunque, alla puntata di Servizio Pubblico, dal titolo “Il ricatto“, in onda questa sera, su La7Nel 1993 un aut aut della mafia allo Stato. Le bombe erano un ultimatum, telefoni muti e tememmo il golpe”: martedì scorso, in tre ore di udienza al Quirinale, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha risposto alle domande dei magistrati di Palermo, dicendo tra l’altro di non aver avuto sentore né di aver chiesto al suo consigliere giuridico Loris D’Ambrosio quali fossero gli “indicibili accordi”. Per i pm la frase sull’aut aut della mafia allo Stato sarebbe da interpretare come una conferma del ricatto dei boss. Ma se la minaccia era mafiosa perché l’allora presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi temeva un colpo di Stato?

Ospiti della puntata Luca Cianferoni, avvocato di Totò Riina, Claudio Martelli, ex ministro della Giustizia, Marco Travaglio e Sabina Guzzanti.

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