Expo 2015 chiude con uno speciale “La vita in diretta” con Marco Liorni e Cristina Parodi.

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Passati i sei mesi dal 1° maggio, dopo ben 184 giorni, chiude ufficialmente Expo 2015, la manifestazione che ha attirato visitatori da tutto il mondo, con oltre 21 milioni di visitatori nei sei mesi di esposizione universale dedicata a nutrire il pianeta. E in televisione non poteva che chiudere con uno speciale de La vita in diretta, il programma condotto da Marco Liorni e Cristina Parodi che sin dall’anno scorso ne ha seguito tutte le varie preparazioni. Va quindi in onda dalle 17 alle 20 una puntata speciale del programma, che trasmette in diretta anche la cerimonia di chiusura presieduta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Alle 17 chiudono definitivamente i tornelli per l’ingresso dei visitatori, poi fino alle 20 via alle cerimonie ufficiali di chiusura. Oltre ai classici bilanci finali che una manifestazione simile richiede e alle varie riflessioni in merito, i più grandi interrogativi riguardano cosa succederà dopo, ossia che fine farà la zona utilizzata e creata appositamente per tale manifestazione. Molte delle strutture non moriranno, anzi saranno smontate e riutilizzate altrove.

Palazzo Italia, l’Albero della Vita,  l’Open Air Theatr, il Padiglione Zero, simboli della manifestazione, rimarranno nell’area di Rho assieme a Cascina Triulza, già esistente da prima e che resterà aperta come hub per l’innovazione sociale. La maggioranza dei padiglioni però sono temporanei e quindi saranno smantellati. Il Brasile metterà il suo padiglione all’asta, molte delle sue strutture e arredi saranno vendute online, compresa la rete, uno dei simboli della fiera, mentre le quattro torri deposito del padiglione svizzero diventeranno serre urbane in loco. Il “frutteto” del Baharin, sarà trasformato in un giardino botanico che ospiterà le specie del patrimonio agrario del Paese. Infine le 12mila piante del padiglione austriaco saranno piantate in un bosco vicino a Bolzano.

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E ancora, Coca Cola dona il suo spazio al comune di Milano per costruirci un campo da basket, l’alveare della Gran Bretagna diventerà una scultura, mentre tra i padiglioni che si trasferiscono nelle loro zone ci saranno quelli degli Emirati Arabi e dell’Azerbaijan.

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