Sanremo 2016 – Il testo di “Guardando il cielo” di Arisa.

Sanremo 2016 Testi

Arisa

A pochi giorni dall’inizio del 66° Festival della Canzone Italiana di Sanremo, su UnDueTre.com vi proponiamo i testi delle venti canzoni in gara nella categoria Big.

Arisa (Rosalba Pippa) ritorna sul palco del Festival di Sanremo per la quinta volta in carriera. La prima fu nel 2009, quando vinse la categoria Nuove Proposte con Sincerità e l’anno dopo arrivò tra i primi dieci con Malamorenò. Nel frattempo, un cambio di look e la partecipazione come ospite fissa al programma Victor Victoria le ha dato la giusta credibilità per proporsi in genere meno sbarazzino. La notte, nel 2012, è tra le favorite per la vittoria, ma si ferma solo al secondo posto. Nel 2014 arriva la vittoria tra i Big con Controvento, scelta dal pubblico in luogo di Lentamente (il primo che passa), mentre lo scorso anno è stata scelta da Carlo Conti come co-conduttrice. Suo paroliere storico è l’ex fidanzato Giuseppe Anastasi, che firma anche questo testo, tenuto nel cassetto per ben tre anni.

La cover che Arisa canterà nella quarta serata è Cuore di Rita Pavone.

Arisa
Guardando il cielo
(G. Anastasi)

Se tu mi chiedi cosa faccio in questa vita, amico mio
La sola cosa che so dirti è “Non lo so nemmeno io”
Viviamo tempi troppo austeri
Siamo animali di città
Eppure sai che ogni notte prima di dormire io
che ho preso tutto da mia nonna faccio una preghiera a Dio
Potrà sembrarti rituale però a me dà serenità
Con la certezza che ci sia
Una realtà che va al di là di questa comprensione mia
Potrai chiamarla anche magia
Per me adesso si chiama universo
Stringo i pugni e rido ancora che la vita è questa sola
Se un giorno un’altra vita arriverà
Mi sono già promessa di non viverla in città e quindi
Di ogni giorno prendo il buono
Tanto a cosa serve a un uomo
Svegliarsi e dire che oggi non andrà
È troppo presuntuosa la previsione di una verità
Se tu mi chiedi cosa faccio in questa vita, amico mio
La sola cosa che so dirti è “Non lo so nemmeno io”
Viviamo tempi troppo austeri
In queste stupide città
Ma ho la certezza che ci sia
Una realtà che va al di là di questa comprensione mia
Potrai chiamarla anche utopia
Per me adesso è solo universo
Stringo i pugni e rido ancora che la vita è questa sola
Se un giorno un’altra vita arriverà
Mi sono già promessa di non viverla in città
Di ogni giorno prendo il buono
Tanto a cosa serve a un uomo
Svegliarsi e dire che oggi non andrà
È troppo presuntuosa la previsione di una verità
Di una verità
Di una verità
Di una verità

Segui UnDueTre.com su

Facebook | Twitter