Sanremo 2016 – Il testo di “Vincere l’odio” di Elio e le Storie Tese.

Sanremo 2016 Testi

EELST

A pochi giorni dall’inizio del 66° Festival della Canzone Italiana di Sanremo, su UnDueTre.com vi proponiamo i testi delle venti canzoni in gara nella categoria Big.

Elio e le Storie Tese tornano sul palco del Festival di Sanremo per la terza volta nel corso della loro trentennale carriera. Una partecipazione che arriva a vent’anni esatti dal debutto, nel 1996, col brano cult La terra dei cachi, giunta al secondo posto e, leggenda vuole, in maniera piuttosto controversa. Il gruppo è tornato anche nel 2013 con Dannati forever La canzone mononota, classificatasi anch’essa al secondo posto. Ma quest’anno, a detta loro, vogliono arrivare ultimi, precisando che il loro desiderio è essere eliminati, ripescati e poi arrivare ultimi in Finale. Una sfida surreale, come surreale è la struttura della canzone, composta esclusivamente da ritornelli, perché non ha senso star lì a fare delle strofe.

La cover che Elio e le Storie Tese canteranno nella quarta serata è Fifth of Beethoven di Walter Murphy in lingua italiana.

Elio e le Storie Tese
Vincere l’odio
(S. Belisari – S. Conforti – L. Civaschi – N. Fasani)

Se mi guardi con quel sguardo dentro agli occhi
Io ti sfido a innamorarmi di te
Ma due occhi per sguardarsi sono pochi
Per amarci ce ne vuole almeno tre
Ce ne vogliono tre
Femminiello che vivi a Napoli
Coi problemi presenti a Napoli
Femminiello di una metropoli sul mare chiaro
Femminiello ma quanti ostacoli
Nel tuo cuore disperso a Napoli
Per fortuna che poi c’è il Napoli
Al San Paolo di Napoli
San Paolo, San Paolo, convertitoti nei pressi di Damasco
San Paolo, San Paolo, quante lettere scrivevi tu
San Paolo, San Paolo, ebreo ellenizzato di Tarso
San Paolo, San Paolo, per fortune che il Signore ti è apparso
Perché tu perseguitavi i cristiani
E giustamente lui ti ha detto “stop stop stop”
Sto partendo con il treno per andare a Kathmandu
Dove ti sei trasferita per fondare una TV
Che trasmette televendite di vini calabresi
Che in Nepal vanno forte ma li fanno a Kathmandu
Quanto è bella la Calabria, quanto che sei bella tu
Tubero che mediti tranquillo sotto terra
Finche c’è una mano nerboruta che ti afferra
Tu dici “no, no, no”, poi dici “Forse, forse, forse”
Poi ti lasci prendere
E ti abbandoni a questo mio pelapatate
Accompagnato dal tuo amico topinambur
Topinamburbera, sedicente burbera
Chi l’avrebbe detto, nascondevi un cuore d’oro
Sotto a quei 90 chili di burbera
Non cambiare mai burbera
Energumena, accarezzami lo stesso
Cantando questa canzone brutta
Brutta da cantare se vuoi
Sarà pure brutta però a me piace
Canzone brutta
Sarà capitato anche a voi
Di avere una canzone in testa
Brutta
Brutta
E il messaggio che vogliam comunicare con questi ritornelli è
Vincere l’odio

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