Amore Criminale – Ottava e ultima puntata del 4 marzo 2018 – Veronica Pivetti alle prese con altre storie di violenza.

am criminale4La battaglia contro la violenza sulle donne continua, anche in televisione. E’ dal 2007, infatti, che Amore criminale racconta storie di donne brutalmente uccise da compagni o familiari.

Amore Criminale, a cui dalla prima messa in onda è associata una Campagna di denuncia contro la violenza sulle donne, è giunto al nono anno di programmazione e si avvale come sempre della collaborazione dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato. Quest’anno è condotto da Veronica Pivetti e gli ascolti hanno premiato la scelta, con oltre il 6%.

Amore Criminale | Ottava puntata |4 marzo 2018

Veronica Pivetti racconta  la drammatica storia di Fatime e Senade Selmanaj, due donne di origini kosovare rifugiatesi in Italia dopo lo scoppio della guerra nel loro Paese, uccise dall’uomo che avrebbe dovuto prendersi cura di loro. Senade, sin da piccola, è vittima delle violenze sessuali del padre Veli.

Dopo anni di silenzio decide di raccontare alla madre, Fatime, quello che succede in casa in sua assenza. Il racconto di Senade alza il velo su tutta una serie di abusi cui il padre sottopone anche le sorelle. Con l’aiuto della madre, la ragazza decide così di denunciare tutto ai Carabinieri, vincendo la paura di ritorsioni da parte di Veli, che viene ripudiato dalla famiglia. Il coraggio di Fatime e Senade si scontrerà con il frainteso “senso dell’onore” del “capo famiglia”, pronto a lavare con il sangue l’onta dell’allontanamento dalla propria casa.

La storia di queste due donne coraggiose si conclude tragicamente una notte d’autunno nel parcheggio di un piccolo supermercato di Pescina, in Abruzzo: Veli, il 16 ottobre 2013, tende un agguato a colpi di pistola alla moglie e alla figlia, uccidendole entrambe a sangue freddo.

Amore Criminale | Anteprima con Matilde D’Errico

L’autrice del programma Matilde D’Errico affronta il tema della violenza assistita intra-familiare, intervistando Antonella, una madre che fa di tutto per mettere in salvo la figlia da una storia di violenze e stalking. Diciannove anni, fidanzata da 3 con un suo amico d’infanzia, la figlia soffre in silenzio le gelosie, le manipolazioni e le botte del giovane compagno.

La madre, però, si accorge che qualcosa non va in quella relazione e con grande caparbietà riesce a metterla in salvo, convincendola a uscire da quel rapporto violento. Antonella, dopo le denunce, rende pubblica la storia portandola all’attenzione di forze dell’ordine, istituzioni, mass media e politici. Ma cosa spinge Antonella a spendersi così tanto in questa richiesta di giustizia?

Non è solo l’amore di una madre per la figlia a muoverla, ma un senso di colpa profondo: anche Antonella è stata vittima di violenze da parte del marito, violenze che si consumavano spesso davanti ai figli. Per oltre 20 anni di matrimonio la donna ha sofferto in silenzio e mai denunciato. Oggi è convinta che quel suo comportamento abbia influito negativamente su quella figlia, che per lungo tempo, come lei, ha accettato passivamente le violenze del fidanzato.