Report – Prima puntata del 19 marzo 2018 – Anticipazioni, inchieste.

reportQuesta sera, in prima serata su Raitre prima puntata della nuova edizione  di Report, il programma di inchieste e approfondimento, che nelle scorse edizioni ha fatto luce su diversi casi scottanti, interessando una platea sempre più ampia.

Report

Alla conduzione, per la terza serie consecutiva, l’autore Sigfrido Ranucci e la collaborazione delle cinque storiche firme del programma: Giovanna Boursier, Michele Buono, Bernardo Iovene, Paolo Mondani e Stefania Rimini.

Veniamo ai temi di stasera.

“InGiustizia””

– di Bernardo Iovene.
E’ il terzo potere dello stato, quello giudiziario, funziona nel modo che tutti conosciamo anche grazie a un esercito di magistrati che lavorano a cottimo: sono i “giudici onorari”, che vengono pagati 98 euro a udienza (lordi) e vanno avanti con proroghe annuali da oltre vent’anni. Insieme ai giudici di pace sono in tutto 5500 magistrati.

Hanno la competenza sull’80% dei reati commessi; in qualità di pubblici ministeri e giudici accusano e condannano per esempio un datore di lavoro che non versa i contributi ai propri dipendenti, mentre loro sono i primi a non riceverli dallo Stato. La riforma del ministero della Giustizia li ha definitivamente resi dei volontari, nonostante gli appelli del Csm e della maggior parte dei magistrati togati. La domanda è: cosa succederà quando la riforma andrà a regime tra qualche anno?

Sempre in tema di giustizia ci occuperemo dei “medici incaricati” all’interno dei penitenziari. Dal 1994 non si fanno concorsi e ormai dal 2008 a questi professionisti non viene riconosciuta né la previdenza né l’assistenza, per non parlare degli scatti biennali o dell’indennità di buona uscita.

Infine il caso dei “pianisti accompagnatori” nei conservatori italiani. Devono avere un repertorio per ogni classe di strumento e sono a carico degli stessi conservatori per 9000 euro l’anno. Una figura indispensabile, ma in Italia, a differenza del resto d’Europa, non sono nemmeno previsti come categoria.

“Diamoci una scossa”

di Manuele Bonaccorsi.
Il futuro dell’auto è elettrico? Oggi nel mondo ci sono due milioni di vetture elettriche. I grandi costruttori di auto stanno investendo miliardi per produrre nuovi modelli a zero emissioni. La Cina è la leader globale con oltre seicentomila veicoli elettrici venduti nel 2017, e negli Usa Tesla sperimenta la batteria al litio del futuro, con prestazioni fino a ieri ritenute impossibili.

Mentre in Europa il vecchio suv turbo diesel domina ancora il mercato. Con l’Italia ultima della classe: poco più dello 0,1% delle auto immatricolate in Italia nel 2017 sono elettriche. Report ha visitato il più grande giacimento al mondo di litio, in Bolivia, e ha intervistato in esclusiva lo scienziato che ha commissionato la sperimentazione su esseri umani per gli effetti del diesel.

E ha scoperto il politico italiano che ha sottovalutato la denuncia sulle discrepanze tra i dati delle case produttrici e quelli dei ricercatori sulle emissioni nocive.

Bebè a bordo

di Lucina Paternesi.

La sicurezza dei figli viene prima di tutto, in particolare in auto. Eppure in Italia un seggiolino su due è montato male e quattro automobilisti su dieci non lo usano affatto. A parte i “furbetti del seggiolino”, anche la legge non aiuta. Prima di essere messo sul mercato un seggiolino per bambini deve superare il test di omologazione, ma per ottenere il bollino arancione basta che sia stato testato solo su impatto frontale e a una velocità di 50km all’ora.

E che cosa succede in caso di incidente a una velocità superiore? Siamo andati a vedere in Germania dove gli ingegneri dell’Adac – il soccorso automobilistico tedesco – sottopongono i seggiolini a prove più severe, con impatti a 64 km all’ora sia frontali che laterali. Dopodiché ogni sei mesi pubblicano la classifica dei seggiolini più sicuri e quelli che invece è meglio evitare. Nel 2017, ad esempio, uno tra i seggiolini più costosi in commercio ha completamente fallito i test di sicurezza e si è addirittura staccato dal sedile durante un crash test. Altri ancora sono stati bocciati perché contengono materiali tossici. Erano stati tutti omologati. Allora, come possono fare i genitori ad orientarsi?