Report – Sesta puntata del 23 aprile 2018 – Anticipazioni, inchieste.

reportQuesta sera, in prima serata su Raitre sesta puntata della nuova edizione di Report, il programma di inchieste e approfondimento, che nelle scorse edizioni ha fatto luce su diversi casi scottanti, interessando una platea sempre più ampia.

Report

Alla conduzione, per la terza serie consecutiva, l’autore Sigfrido Ranucci e la collaborazione delle cinque storiche firme del programma: Giovanna Boursier, Michele Buono, Bernardo Iovene, Paolo Mondani e Stefania Rimini.

Veniamo ai temi di stasera.

“La flat tax dei miracoli”

– di Paolo Mondani
Collaborazione Cataldo Ciccolella e Norma Ferrara.

Chi ci guadagna e chi ci perde dalla flat tax? Quanto costano le tre proposte in campo? Quanto pesa il tema di una riforma fiscale “piatta” nella formazione del futuro governo?

Report analizza le proposte della Lega, di Forza Italia e dell’Istituto Bruno Leoni. Chiede ai lavoratori e agli imprenditori del Veneto cosa accadrebbe con l’applicazione di un’aliquota unica. E racconta cosa comporta la flat tax in tre stati americani: Illinois, Indiana e Michigan. Dove incontriamo esperti, amministratori pubblici, il mondo dell’impresa in particolare nei settori dell’acciaio e dell’alluminio, proprio laddove Donald Trump sta imponendo dazi alle importazioni cinesi.

Infine, negli States descriviamo cosa cambia con la nuova riforma fiscale federale approvata dai repubblicani lo scorso dicembre. Report affronta poi il caso Embraco, l’azienda americana che ha deciso di trasferire il suo stabilimento torinese in Slovacchia, utilizzando i fondi strutturali europei consentiti dal governo di Bratislava e la tassazione di favore, flat tax inclusa.

Quali sono le classi sociali che pagherebbero di più in seguito alla approvazione della flat tax? Quanto costerebbe in termini di minor gettito? Come intendono garantire la copertura finanziaria Lega, Forza Italia e Istituto Bruno Leoni? Quali servizi sociali, quali deduzioni e detrazioni verrebbero abolite?

“Oro elettronico”

di Antonella Cignarale.
Quando compriamo un cellulare ci informiamo mai su quanto costa cambiare lo schermo, se si dovesse rompere? E quando compriamo una lavatrice, andiamo a vedere anche quanto costa sostituire la scheda elettronica in caso di guasto? Cellulari, videogiochi, telecomandi, stampanti, tv, lavastoviglie, forni, frullatori, piastre per capelli, computer, macchine da caffè…

Il più delle volte riparare o sostituire i componenti rotti non conviene. Il risultato: spreco e montagne di rifiuti. Ogni anno in Europa vengono generati circa 9 milioni di tonnellate di Raee, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. In Italia ci si può disfare di un apparecchio presso un’isola ecologica ma anche consegnandolo a un rivenditore, ma pochi lo sanno. Nel 2016 infatti solo il 40% dei Raee ha seguito il corretto iter di raccolta, smaltimento e riciclo.

La sfida oggi è prolungarne la vita a partire dalla progettazione, che può essere “modulare”. Quando, infatti, vengono costruiti in modo tale da essere smontabili, i componenti possono essere riparati singolarmente e in certi casi addirittura ripotenziati. E se proprio non c’è più niente da fare e gli apparecchi diventano “rifiuto”, è ancora possibile estrarre le parti funzionanti e riutilizzarle, come stabilito dall’Europa. Quali sono gli ostacoli e, soprattutto, noi acquirenti quanto siamo disposti ad abbandonare il sistema produci, consuma e getta?

“Attici e monovani di Stato”

di Alberto Nerazzini
Collaborazione Michela Mancini.

Il patrimonio immobiliare dell’Inps oggi vale due miliardi e mezzo di euro. Un piccolo tesoro, ma è solo ciò che resta dopo la burrascosa campagna delle dismissioni immobiliari, iniziata nel lontano 1996. Prima il legislatore decide di far vendere direttamente dagli enti ai suoi inquilini, poi, nel 2001, cambia idea e si affida allo strumento finanziario della cartolarizzazione.

In questa confusione normativa è accaduto di tutto. Da un grande palazzo nel cuore di Roma, in via dei Laterani, un gruppo di «inquilini storici», guidato da un comandante d’eccezione, dichiara guerra all’Inps: hanno comprato con gli sconti di legge ma accampano un’interpretazione ancor più favorevole, pretendendo di poter acquistare anche tutto l’invenduto.

Nel frattempo succede anche che una serie di appartamenti del palazzo siano occupati illegalmente: un idraulico, un giovane pittore, un colonnello della polizia, un dipendente dell’Inps e uno dell’Ater, l’azienda pubblica delle case popolari… Insomma nessun disagio sociale. È davvero un pasticciaccio brutto. E riguarda tutto il Paese, perché rischia di far saltare in aria le migliaia di compravendite che dal 2001 hanno riguardato immobili oggetto di cartolarizzazione. La giustizia amministrativa, infatti, in tutti questi anni ha sfornato sentenze clamorose, regalando una posizione di forza ai conduttori «ribelli».