Amore Criminale – Terza puntata del 23 settembre 2018 – Veronica Pivetti racconta la tragica vicenda di Jennifer.

La battaglia contro la violenza sulle donne continua, anche in televisione. E’ dal 2007, infatti, che Amore criminale racconta storie di donne brutalmente uccise da compagni o familiari.

Amore Criminale, a cui dalla prima messa in onda è associata una Campagna di denuncia contro la violenza sulle donne, è giunto al decimo anno di programmazione e si avvale come sempre della collaborazione dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato. Sette nuove puntate in prima serata, sempre con Veronica Pivetti.

Amore Criminale 2018, le novità

Una delle novità di questa edizione è l’anteprima del programma, uno spazio che precede la sigla, che renderà omaggio alle donne che nella storia si sono battute, anche sacrificando la proprio vita, per i diritti civili delle altre donne. Non solo. Ad introdurre la puntata, sarà una lettura di Veronica Pivetti degli atti processuali della storia protagonista della puntata.

Amore Criminale | Terza puntata, 23 settembre 2018

Veronica Pivetti racconta la storia di Jennifer, 26 anni,  è laureata in lingue e coltiva il sogno di andare a vivere in Spagna. Una vera e propria “forza della natura”, sempre allegra e con tanta voglia di fare. Davide, 32 anni, ha un matrimonio alle spalle e un bambino piccolo. I due ragazzi si conoscono sul lungomare nell’estate del 2013 e, un mese dopo l’inizio della relazione, vanno a convivere.

Inizialmente le cose sembrano andare bene, ma il suicidio del padre di Jennifer, la perdita del lavoro di Davide e la sua crescente gelosia portano al logoramento del rapporto e alla decisione, da parte di Jennifer, di troncare la relazione. Il 2 dicembre del 2016 Jennifer, accompagnata dalla madre e dall’amica, sta preparando gli ultimi scatoloni per lasciare l’appartamento di Davide. Non appena resta sola, tra i due ragazzi inizia un litigio per la restituzione di un tablet.

La discussione degenera e Davide ferisce mortalmente Jennifer con 17 coltellate. Successivamente si autoinfligge delle lievi coltellate per sviare le indagini e si sdraia per terra accanto a Jennifer. Davide è stato condannato in primo grado, con rito abbreviato, a 30 anni di reclusione più 3 di libertà vigilata.