Linea Bianca – Dodicesima puntata del 2 marzo 2019 – Zoldo.

Nei sabati pomeriggio invernali di Raiuno è protagonista la montagna con Linea Bianca, giunta alla quinta edizione. Dodicesimo appuntamento oggi, e ogni sabato dalle 14 alle 15, con il programma, condotto da Massimiliano Ossini con la partecipazione di Giulia Capocchi e Lino Zani.

Tremilaseicento piste da discesa per un totale di seimilasettecento chilometri, soffici distese bianche, imponenti vette innevate che fanno da sfondo a una natura incontaminata: si va alla scoperta delle montagne più belle ed affascinanti d’Italia.

Linea Bianca | Dodicesima puntata | 2 marzo 2019

35 km di piste che si estendono tra i 1.300 ed i 2.100 metri, 21 piste e 8 impianti di risalita:  un viaggio nel comprensorio sciistico del Civetta, sulle Dolomiti Venete, nel prestigioso contesto del “Dolomiti SuperSki”, il carosello sciistico più grande del mondo.

Quota 3168 metri sul livello del mare: l’apertura della trasmissione  sulla vetta del Monte Pelmo, nel cuore delle Dolomiti del Cadore, patrimonio naturale dell’Umanità.

Passione per la terra, amore per gli animali, le pecorelle nane d’Ouessant, quelle di razza d’Alpago, le capre da cashmere, la mungitura delle mucche, la meticolosa produzione del formaggio, la tosatura della lana: a Fornesighe, in una piccola azienda turistica, storie di vita quotidiana con Marta Zampieri, laureata in ingegneria, che ha fatto una coraggiosa scelta di vita, quella di vivere tra i monti dello zoldano.

L’arte dei maestri intagliatori, le maschere di Carnevale, il concorso della “Gnaga”: a Fornesighe, con l’archeologa Anna Angelini per raccontare tradizioni, personaggi e leggende della Val di Zoldo.

Linea Bianca | Dolomiti venete | Val di Zoldo

Natura: nel comprensorio scolastico di Longarone, vedremo con 400 studenti la liberazione di circa 1500 volatili tra merli, tordi ed altre specie, sequestrati dal Comando dei Carabinieri Forestali di Cesena. Una farmacia con il suo laboratorio, il recupero di vecchi testi, l’estrazione dei principi attivi dagli elementi naturali: a Santa Giustina conosceremo l’antica arte della cosmesi e della medicina ottenuta dalle erbe di montagna.

Vedremo una sepoltura risalente all’era mesolitica, con lo scheletro di un cacciatore vissuto 7500 anni fa e numerosi reperti rinvenuti, in particolare manufatti litici e resti di pasto, un imponente masso eretico che, presumibilmente, fungeva da capanno e riparo durante i periodi di caccia.

Si andrà, poi, a quota 2150 metri, sull’altopiano di Mondeval de Sora, a monte dell’abitato di Selva di Cadore per scoprire l’uomo di Mondeval, straordinario ritrovamento d’importanza mondiale, che ha sovvertito le conoscenze sulle abitudini di caccia dell’uomo mesolitico. Infine si vedrà la conservazione dei sapori dell’estate e dell’inverno attraverso il “freddo”, con l’utilizzo di materie prime naturali di elevatissima qualità, una gloriosa tradizione che si tramanda di padre in figlio: alla scoperta della storia del gelato gastronomico della val di Zoldo.