
- Fiorello non si concede, se non in foto e al telefono, a I menù di Benedetta
Da più parti ormai, e da alcuni addetti ai lavori, Maurizio Costanzo in prima linea, si sente dire che Fiorello sarebbe l’erede naturale di Walter Chiari. Anche nella serata del premio regia televisiva, andata in onda domenica 11 marzo, la giuria, fra le righe che motivavano la scelta dello showman come personaggio maschile dell’anno, ha indicato Fiorello come erede dell’indimenticabile Walter. Con grande (e fittizia?) sorpresa del mattatore del pluripremiato “spettacolo piu grande dopo il weekend“.
Ci si chiede, intanto, perchè con tanta ansia si continuino a cercare gli eredi dei mostri sacri della tv e dello spettacolo in generale. Timore della solitudine, del vuoto culturale, della sensazione di rimanere orfani di figure insostituibili o struggente nostalgia di tempi lontani non rinnovabili, ripetibili? Magari le 2 cose sono sovrapponibili ed è per questo che, attraverso il processo dell’identificare un erede, si rivela la necessità di ritrovare pezzi della nostra storia.
Premesso che spesso la figura di chi succede non ha alcuna familiarità con il beneficiario, va sottolineato che, nel caso specifico, il teorema dell’eredità è ancor piu insostenibile se si pensa che le carriere, le storie, le personalità di Fiorello e Walter Chiari sono assolutamente differenti.
Walter era un attore “prestato” alla tv, che riusciva con la stessa sensibilità e generosità di un attore di teatro a donarsi, a promuovere l’arte dello svago, offrire piatti di ricche risate e momenti di intelligente ilarità (diventati ormai dei cult della televisone italiana) senza l’ossessione del piacere e del piacersi. Non a caso gli spezzoni del programma estivo di Raiuno ‘Dadada‘ in cui si riproponevano gli sketch con lo show-man veneto sono stati seguiti ed apprezzati dai telespettatori. Walter si donava senza riserve, nel commovente affanno di far divertire, in un’epoca in cui la tv rappresentava una meravigliosa occasione per riempire le serate.
Fiorello, seppur piacevole, continua a leggere




























































Fiorello da record: Le reazioni e l’ipocrisia dei dirigenti Rai. La Lei ha la memoria ‘corta’: “difficile raggiungere questi risultati”.
“Il 40 per cento di share con circa 10 milioni di telespettatori di media e raggiungere punte del 49 per cento di share con 12 milioni e 800 mila telespettatori sono risultati che si commentano da soli“, ha dichiarato il direttore generale Rai, Lorenza Lei, eppure, a commentare i risultati de #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend sono in molti, forse, in troppi. I dirigenti dell’azienda di stato, quest’oggi, tra numeri e bollicine (“di fronte ad ascolti così strepitosi, stappiamo una bottiglia di spumante“, ha commentato il direttore di Raiuno Mauro Mazza), non hanno mancato di deliziare lettori e spettatori con frasi ad effetto e formule celebrative. Uno scialo di numeri e ringraziamenti di cui raramente ci è stata data l’opportunità di godere.
Antonio Verro, l’illuminato consigliere di maggioranza del cda Rai, colui che ebbe da lagnarsi del compenso corrisposto ad Antonella Clerici dopo il trionfo di Sanremo, Ti lascio una canzone ed il ritorno a La prova del cuoco, quest’oggi celebra il comico siciliano, che in 4 prime serate prenderà quanto la succitata conduttrice in un anno:
Lorenza Lei, direttore generale Rai, colei che ha risolto il contratto di Michele Santoro, permesso che un programma da 9 milioni di telespettatori come Vieni via con me fosse riproposto da una rete concorrente, La7, quest’oggi, stupita, commenta i risultati dello show di Fiorello: