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Servizio Pubblico – Puntata del 23/05/2013 – “E’ Stato la mafia”, con Veltroni, Vespa e Travaglio.

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Mi renderanno ancora più martire“; San Silvio Martire lo aveva previsto, già al tempo delle chiacchierate con l’amica chips Nicole Minetti. Ora, che le temute “Toghe Rosse” minacciano di costringerlo al (pre)pensionamento, attraverso l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, e Grillo promette di relegarlo nel limbo degli ineleggibili, il Cavaliere è “ancora più martire“. Il carnefice, invece, ha il volto e, soprattutto, l’eloquio di Pierluigi Bersani, leader (anche se decaduto) del centrosinistra italiano. “Mi sembra che qualcuno abbia portato avanti l’ipotesi di ineleggibilità del sottoscritto dopo vent’anni e i voti di milioni di elettori italiani e dopo che tanti parlamenti hanno sempre approvato la mia eleggibilità“, ha osservato il Martire di Arcore, al Tg4, dimenticando che, tra quei parlamentari, c’era anche tal Sergio De Gregorio, che racconta di aver ricevuto in dono 3milioni di euro, per ‘approvare l’eleggibilità‘ del Capo; “e dall’altra parte addirittura la ineleggibilità o incandidabilità del Movimento 5 Stelle, votato da milioni di italiani“, ha aggiunto, dimostrando di aver chiara la ragione per cui “un branco di burattini che prendono ordini da uno squilibrato” (così descrisse il MoVimento, non molto tempo fa) siedono in Parlamento ed hanno il diritto di partecipare al Governo del Paese, nonostante qualcuno, “stupito dall’incapacità totale di questi signori” (pensieri e parole di Silvio), tenti in ogni modo di impedirglielo. ”Questo qualcuno devo dire che è un genio, perché eliminando Berlusconi e il Popolo della libertà e Grillo col Movimento Cinque Stelle, il Partito democratico correrebbe da solo. Mi domando dove e perché l’hanno tenuto nascosto fino ad adesso“, ha concluso. Se, dunque, pur di apparire “ancora più martire“, San Silvio ha accostato la sua santa figura a quella dello “squilibrato“, il Pd, invece, ha fornito l’ennesimo assist agli avversari, che non hanno esitato a cibarsi dei resti del partito agonizzante, presentandolo agli elettori come un organismo antidemocratico, che agisce per reprimere il dissenso e uniformare i diversi indirizzi al proprio… ma, queste cose, non si erano dette anche del Pdl?

Nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci, Walter Veltroni, esponente del Pd, Bruno Vespa, giornalista e conduttore di Porta a Porta, Continua a Leggere


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Servizio Pubblico – Puntata del 16/05/2013 – “L’età dell’innocenza”, con Santanchè e Travaglio.

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È un’emergenza ed è impossibile tacere“; a denunciare la “questione“, che “riguarda tutti“, Marina Berlusconi, figlia di Silvio, Presidente di Fininvest e Mondadori, che nel trattamento riservato da “certe toghe“, che popolano le “procure ad personam“, all’amato padre, riconosce l’”emergenza” di cui sopra. D’altronde, nel dorato mondo di Arcore, le “emergenze” sono dettate dalle “urgenze” del Papi. Anche il Pdl, che sino a qualche settimana fa aveva a cuore le sorti degli italiani più sventurati, minacciati da Monti, finiti da Equitalia, ora non pensa ad altro che a garantire a Silvio una vecchiaia felice, lontana dai tribunali. Così, rispolvera il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni, affidandosi all’iniziativa del capogruppo in commissione Giustizia, Enrico Costa. “E’ un disegno significativo del nostro Governo“, spiega il parlamentare, che annuncia: “Presenterò anche un ddl sulla responsabilità civile dei magistrati“. Dunque, dopo la piazza (a Brescia), il Pdl tenta la strada del Parlamento. Anna Rossomando, parlamentare del Pd, però, osserva: “Il tema delle intercettazioni non è certamente una priorità nell’ambito delle importanti riforme che attendono i cittadini per l’efficienza della Giustizia“; e ricorda: ”Gli orientamenti del Pd sono noti: riteniamo che si tratti di uno strumento investigativo fondamentale con la doverosa tutela della riservatezza delle persone“. La scelta del Pdl di tornare sul nodo giustizia, quindi, “rischia di far fare un grave passo indietro al confronto politico“, ma, d’altronde, per la felicità di Silvio, il Pdl è disposto a fare un torto al nipote di Gianni Letta, il ‘moderato‘ Enrico, anticipando l’epilogo del Governo di larghe intese posto in essere il mese scorso.

Se, dunque, per il Pdl l’emergenza è una, solamente una, per Martina Guarascio, figlia di Giovanni Guarascio, l’uomo di 64 anni che si è dato fuoco a Vittoria, dopo aver visto vendere all’asta la propria casa per un debito di 10mila euro, l’urgenza è un’altra: rivolgendosi alle istituzioni regionali e allo Stato, la giovane ha supplicato: “Non lasciateci un’altra volta da soli“. La madre di Martina, la signora Giorgia Famà, è rimasta gravemente ustionata dopo essere intervenuta per tentare di fermare il marito, rimanendo così colpita dalle fiamme. “All’ospedale di Vittoria, cittadina in provincia di Ragusa, non può essere curata adeguatamente”, spiega la figlia Martina, ma negli ospedali maggiori di Palermo e di Catania, non ci sono posti disponibili. “Per favore, aiutateci“, conclude Martina.

Servizio Pubblico ha fatto suo l’appello della giovane e, questa sera, nella puntata dal titolo “L’età dell’innocenza“, Continua a Leggere

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Servizio Pubblico – Puntata del 9/05/2013 – “Mamma, ho perso il partito”, con Vendola, Puglisi, Panebianco, Boldrin e Dandini.

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In Terronia come in Padania, in Lombardia come in Campania, ad Arcore come a Battipaglia: l’uomo di potere ha una sola cosa in testa; quale? Chiedetelo a Silvio Berlusconi o, se confinato in tribunale dalle solite toghe rosse, a Giovanni Santomauro, sindaco della succitata cittadina in provincia di Salerno. Come il Signore di Arcore, il primo cittadino di Battipaglia è stato oggetto delle attenzioni della Magistratura, negli ultimi anni: nel suo studiolo, in Municipio, la Direzione investigativa antimafia ha fatto installare due cimici. Il materiale raccolto è servito a confermare i sospetti che da tempo ammantavano la figura di Santomauro: tangenti, assunzioni clientelari e favori sessuali erano atti di ordinaria amministrazione, per il sindaco. Oltre ad assicurare commesse milionarie ad imprese legate al clan dei casalesi, l’uomo si è assicurato quattro rapporti orali, facendo leva sulle debolezze di due signore disoccupate e in difficoltà economiche. ”Abbiamo effettivamente avuto un rapporto fisico che io ho assolutamente subito, non trovandomi nella necessaria condizione di serenità per compiere una libera scelta: in quel periodo ero terrorizzata di poter perdere l’affidamento di mia figlia per insufficiente capacità reddituale. Dopo questo episodio ce n’é stato anche un secondo, dopodiché ho sempre rifiutato di recarmi nell’ufficio del sindaco“, ha raccontato una delle donne, agli investigatori. Santomauro, però, a differenza di San Silvio da Arcore, è finito agli arresti domiciliari.

Nella puntata di Servizio Pubblico, dal titolo “Mamma, ho perso il partito“, in onda questa sera, su La7, Michele Santoro analizza i nuovi scenari politici.  Continua a Leggere


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Servizio Pubblico – Puntata del 2/05/2013 – “La guerra è finita?”, con Cofferati, Becchi, Sallusti.

Per Beppe Grillo, “festeggiare il Primo Maggio è uno stanco rito assolutorio dei responsabili, di sindacati complici, di ‘prenditori’ di appalti pubblici di Confindustria, di partiti che hanno occupato lo Stato“. Per il neo eletto Presidente del Cosiglio, Enrico Letta, invece, l’evento, giunto alla 25esima edizione, ha rappresentato l’occasione perfetta per riportare il tema lavoro al centro del dibattito politico: “Il lavoro è il cuore di tutto“, ha commentato il Premier, ‘sopravvissuto‘ all’incontro con la Cancelliera Angela Merkel, “se noi riusciamo sul lavoro a dare dei segnali positivi ce la faremo. Se sul lavoro non ci riusciamo, sono sicuro che non ce la faremo“. I sindacati, ancor prima di ascoltare le parole di Letta che, qualcuno, a ragione, definirebbe “non divisioniste” (citofonare Crozza), hanno scelto di dare un “segnale positivo“, presentandosi al comizio d’apertura del Primo Maggio bolognese al fianco dei rappresentanti di Unindustria. “Serve unità in questo momento di crisi economica e sociale. Dobbiamo stare assieme, pur nel rispetto dei ruoli. Noi gli scioperi continueremo a farli, ma con gli imprenditore e le coop possiamo fare molto“, ha detto Alessandro Alberani, della Cisl. Di tutt’altro avviso gli astanti, che alle parole di Alberto Vacchi, presidente di Unindustria, sono insortiBuffone, via via [...] Via Unindustria, non ci togliamo il cappello di fronte ai padroni“. L’inciucio sindacati-imprese, dunque, non s’ha da fare.

Nella puntata di Servizio Pubblico, dal titolo “La guerra è finita?“, in onda questa sera, su La7, Michele Santoro analizza i nuovi equilibri politici. Il Governo di Enrico Letta, sotto l’egida di Giorgio Napolitano, vede insieme – in maggioranza – Pd e Pdl mentre l’Italia attraversa una delle sue peggiori crisi economiche. Dopo vent’anni di conflitto attorno a Silvio Berlusconi, tra pro e contro, è stato detto che la guerra civile in Italia è finita: sarà vero?

Tra gli ospiti, Continua a Leggere


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Servizio Pubblico – Puntata del 25/04/2013 – “O la piazza, o il re”, con Roberto Saviano.

Le “larghe intese“? Si decidono su Chi. Il settimanale del gruppo Mondadori (che fa rima con Berlusconi), diretto da Alfonso Signorini, nel numero in edicola questa settimana, racconta il percorso, lungo ed insidioso, che alla pacificazione delle contrapposte fazioni politiche. In particolare, Chi indaga sulle ragioni che conducono una delle “amazzoni di Silvio” a concupire uno degli esponenti della sinistra “sinistrata“. Le foto pubblicate dal settimanale, ritraggono Laura Ravetto, deputata del Pdl, avvinghiata al piddino Dario Ginefra e confermano la tesi enunciata dal titolo del servizio, “Le nostre larghe intese“. Ravetto e Ginefra seguono a De Girolamo e Boccia, che hanno “inciuciato” già nella scorsa legislatura, arrivando addirittura all’altare. Per molti, però, e soprattutto per Beppe Grillo, l’emblema dell’”inciucio politico all’italiana” è rappresentato dalla nomina di Enrico Letta alla Presidenza del Consiglio. “I Letta sono tutti una famiglia“, titola un post del leader dei 5 Stelle, che invita a riflettere sulla parentela del neo Premier, (nipote di Gianni Letta: quel Gianni Letta), poichè, secondo Grillo, spiegherebbe le parole pronunciate da Letta la scorsa estate, e non solo: “preferisco che i voti vadano al Pdl (quindi a suo zio, ndr) piuttosto che disperdersi verso Grillo“.

All’indomani dell’incarico a Letta, a pochi giorni dalla riconferma di Napolitano, manco a farlo apposta, l’Italia ricorda la liberazione dall’oppressore fascista. Michele Santoro, nella puntata di Servizio Pubblico in onda questa sera, Continua a Leggere

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Servizio Pubblico – Puntata del 18/04/2013 – “La Concordia”, con Gino Strada. Adriano Celentano interviene al telefono.

Prima l’invito galante di Silvio, poi la ‘proposta indecente‘ di Beppe. Negli ultimi tempi, Pier Luigi Bersani è stato al centro delle attenzioni di leader politici e Cittadini (a 5 Stelle, s’intende). Con loro, il Segretario del Pd è stato chiaro: ha farfugliato qualche parola, brandito una metafora e chiarito il senso della sua ostinata resistenza alle tentazioni del Cavaliere: cedere avrebbe significato tradire l’elettorato di sinistra, vanificare gli sforzi dei predecessori, ammazzare il Pd. Dello stesso avviso Nichi Vendola, alleato onesto ed amministratore illuminato,  che su Facebook ha invitato ”Bersani e il Pd a riflettere su questo: per un voto con i due terzi o si guarda a destra o a sinistra. Guardare a destra è un suicidio, guardare a sinistra un’opportunità“. D’altronde, Beppe Grillo ha messo alle strette Bersani e il Pd, costringendolo, di fatto, a votare il candidato del MoVimento 5 Stelle, nonchè esponente della sinistra storica, Stefano Rodotà; come avrebbe fatto a ‘constringerli‘? Proponendo un nome gradito all’elettorato di sinistra e diffondendo, nel pomeriggio di ieri, la notizia che Pd e Pdl fossero già d’accordo su tre nomi, approvati anche da Berlusconi: quelli di D’Alema e Amato. L’uno, definito da Grillo “il principe dell’inciucio“, l’altro, “ex tesoriere di Craxi“, “sono candidati ideali” perchè “personaggi di garanzia giudiziaria“, “garanti dei processi” di Berlusconi. Il Pd, ovviamente, si è affrettato a smentire, ma Grillo sa bene che per fugare ogni dubbio su una presunto inciucio, il partito di Bersani dovrà smentirlo con i fatti, ovvero votando il suo candidato. Lo farà? Non proprio. L’intenzione di far convergere i voti del Pd e del centrodestra, oltre che di Lista Civica, su Franco Marini, gettando le basi per un governo di larghe intese, sembra smentire quanto affermato in precedenza dal segretario e confermare l’inciucio denunciato da Grillo.

Michele Santoro, questa sera, prova a fare un quadro dei possibili scenari, interrogandosi sulle motivazioni che hanno spinto l’uno o l’altro schieramento a preferire l’uno o per l’altro candidato. “Perché la Gabanelli no e Amato e D’Alema sì? Perché Rodotà no e Cassese forse? Quale è la rotta che fa immaginare la nomina del Presidente-comandante della nave Italia? Non serve dare un segnale che sia già oltre il capo-Casta?“.

La Concordia” è il titolo della puntata di Servizio Pubblico in onda questa sera, su La7. Ospiti di Michele Santoro: Continua a Leggere

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Francesca Pascale incontra Michele Santoro. L’intervento di Virginia Raffaele a “Servizio Pubblico” (video)

Dopo Ruby (protagonista, suo malgrado, dell’ultima edizione di Annozero), prima di Noemi Letizia (che, questa sera, è stata il soggetto di un’intervista a F. Chiesa Soprani, il suo agente, vergata da Sandro Ruotolo), ecco Francesca Pascale. La 27enne napoletana, “ragazza” del 77enne Silvio Berlusconi, ha incontrato “Michelone“, questa sera, nel corso della puntata odierna di Servizio Pubblico. Ha affidato il pupo (B.) alla tata ed ha raggiunto Michele Santoro a Cinecittà, portando con sè un paniere ricolmo di mozzarelle di bufala, simbolo della gratitudine che, questa sera, l’ha indotta ad intervenire: “Grazie, voi avete fatto un servizio al mio ragazzo meraviglioso, gli avete ridato vita!“. Francesca, alias Virginia Raffaele, ha raccontato agli spettatori di Servizio Pubblico gustosi aneddoti riguardanti la sua vita di coppia: i piccoli gesti, “gli metto apposto i capelli col pennarello…“, le aspirazioni del compagno, “alla parata vuole fare lo sceriffo, con Ghedini, sul carrarmato…“, i progetti sul futuro, “la sera proviamo con Mariano il nuovo inno d’Italia… s’è fissato, dopo Montecitorio, il Colle… ma un po’ di mare mai?!“.

Di seguito il video dell’intervento di Virginia Raffaele. Continua a Leggere


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Servizio Pubblico – Puntata del 11/04/2013 – “Cittadino Presidente”, con Battiato, Cacciari e Madia.

L’avessero chiamato, sarebbe accorso; invece, di un abile negoziatore come Domenico (per gli amici Mimmo) Scilipoti, Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi non hanno saputo che farsene. Piuttosto, i due leader hanno scomodato i loro “ambasciatori” che, come ha osservato Crozza, non portano pena, ma la fanno… Enrico Letta ed Angelino Alfano hanno seguito i loro mentori sino al quinto piano di Montecitorio, luogo dell’appuntamento, poi, però, si sono allontanati, o meglio, sono stati cacciati dai due, che hanno esplicitamente richiesto di stare da soli: “ora lasciateci soli“, avrebbero ordinato. I due paraninfi, quindi, hanno lasciato che Pierlu e Berlu vivessero privatamente il loro incontro: dal 2009, ovvero da quando Bersani andò a trovare il Cavaliere, che s’era preso il Duomo di Milano in fronte, al San Raffaele (“Il Cavaliere – scrive il Corrieredi quell’episodio ricorda che passarono 20 minuti mano nella mano“), i due non condividevano la loro intimità. Per una volta, non hanno dato i numeri, piuttosto hanno fatto i nomi; di chi? Dei candidati alla presidenza della Repubblica. Bersani pare abbia indicato Giuliano Amato, Franco Marini, Emma Bonino, Angela Finocchiaro e Fernanda Contri; Berlusconi, invece, sembra si sia concentrato sull’attuale ministro della Giustizia Paola Severino. Alcune fonti, poi, hanno riferito dell’eventualità che possa essere proprio Pier Luigi Bersani il candidato del centrosinistra al Colle, o, in alternativa, Giuseppe De Rita del Censis. Una babele di ipotesi da cui è difficile venir fuori, soprattutto in questa prima fase di contrattazioni.

Michele Santoro prova a fare chiarezza, delineando il profilo del candidato ideale alla presidenza della Repubblica, quello del Cittadino Presidente. E’ questo, infatti, il titolo della puntata di Servizio Pubblico in onda questa sera, Continua a Leggere

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Servizio Pubblico – Puntata del 4/04/2013 – “Aspettando Grillò”, con Santanchè, Marchini, Gualmini e Freccero.

Passano i giorni, gli anni, i decenni, ma Didi e Gogo aspettano ancora il Signoro Godot, che “non verrà“. Come loro, i politici nostrani, figure degne dello “spettacolo dell’assurdo” di beckettiana memoria, attendono che Grillo si palesi, rendendo l’una o l’altra ipotesi di governo meno “assurda” e più concreta. Aspettando Grillò, Bersani e Berlusconi si scrutano vicendevolmente e, determinati a non cedere al ricatto, a non fare l’inciucio, non si muovono ed aspettano. Così, mentre “il mondo ci chiede di correre a velocità doppia“, in Italia “stiamo vivendo una situazione politico istituzionale in cui stiamo perdendo tempo“, per colpa di una “politica che non sa correre e produce soluzioni che non riesce a concretizzare“; pensieri e parole di quel gran pensatore di Matteo Renzi, che vanta dei “riferimenti culturali” di tutto rispetto: Mike Bongiorno ed Amici (partecipò a La ruota della fortuna, è stato l’ospite della prima puntata di Amici di Maria De Filippi). Il sindaco di Firenze, però, non sapeva ancora che il giovincello di Arcore, Silvio Berlusconi, stava già correndo verso una soluzione tutt’altro che impraticabile. Il leader del Pdl, infatti, stando a quanto riportano alcuni media, sarebbe tornato alla carica ed avrebbe addirittura invitato l’avversario, Pierluigi Bersani, ad un faccia a faccia, per trovare la soluzione alla situazione di stallo in cui il Paese si trova da oltre un mese e in cui rischia di languire. Bersani, sino ad ieri, è stato chiaro: con il Pdl solo dialogo per la Convenzione per le riforme e per l’elezione del Quirinale, in cambio di un appoggio esterno ad un governo del Pd. Berlusconi cederà o i due torneranno ad “aspettare Grillò“?

Aspettando Grillò è il titolo della puntata di Servizio Pubblico in onda questa sera. In studio, con Michele Santoro e Marco Travaglio, Continua a Leggere

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Servizio Pubblico – Puntata del 28/03/2013 – “Ancora qua”, con Puppato, de Girolamo, Sgarbi e Cacciari.

E’ stata una settimana ‘travagliata‘, di passione, quest’ultima, e non solo per i cristiani, che in queste ore si apprestano a calpestare il sentiero che conduce al Golgota. Anche il vice direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che del cristiano condivide l’ambizione di vivere nella Verità, ha percorso la sua Via Crucis, lastricata di calunnie ed affollata di malfattori. Tra questi, Travaglio annovera un illustre (?!) collega, Corrado Formigli, reo di essersi “intromesso“, “e molto scorrettamente“, fra Servizio Pubblico e La7.

Cos’è successo: lo scorso giovedì, commentando l’elezione a Presidente del Senato di Pietro Grasso, il giornalista del Fatto ha invitato gli spettatori a notare che la nomina dello stesso a procuratore nazionale Antimafia era stata decisa da tre leggi votate dalla maggioranza di centrodestra, che, di contro, avevano fermato la candidatura di Gian Carlo Caselli. La seconda carica dello Stato, quindi, è intervenuto, in diretta, chiedendo la possibilità di un confronto con l’indefesso calunniatore, che però avrebbe dovuto tenersi di lì a breve: “non posso aspettare giovedì prossimo“, ripeteva Grasso. Ebbene, il direttore di rete, “Paolo Ruffini, chiamato da Santoro e dal suo staff intorno a mezzanotte di giovedì sera, aveva dato ampia disponibilità a modificare i palinsesti per consentire a Grasso di ottenere il faccia a faccia con me prima di giovedì prossimo“. ”Venerdì mattina“, però, un Travaglio “ignaro degli affettuosi cinguettii via twitter fra Formigli e Grasso“, riceve un sms dal primo, che lo invita a partecipare a Piazzapulita, insieme al secondo, che, intanto, aveva già accettato dato la sua disponibilità. “Poi ho anche scoperto che Ruffini, dimentico di quel che aveva concordato con Santoro, aveva cambiato idea“, scrive ancora Travaglio.

Il vice del Fatto, dunque, ha motivato il suo rifiuto a prendere parte al programma di Formigli: “trattandosi di una rettifica di Grasso a quanto da me detto a Servizio Pubblico, la sede naturale del confronto era quella [...] Lo stesso credo accadrebbe se un collaboratore di Formigli (ipotetica del terzo tipo) polemizzasse con Grasso e poi i due venissero a confrontarsi a Servizio Pubblico“. Poi c’è anche un contratto da rispettare, che lega in esclusiva il giornalista a Servizio Pubblico, e ci sono dei trascorsi, poco felici: “non dimentico com’è nato PiazzaPulita. Mentre Santoro e tutti noi, due anni fa, Formigli compreso, ci battevamo contro una proposta indecente di contratto con La7 che prevedeva la censura preventiva della rete e la manleva legale alla rete, lui si proponeva per condurre un talk show il giovedì sera al posto nostro. Anche a me fu offerta da Stella e Bernabè la conduzione di un programma alternativo su La7, ma naturalmente rifiutai. Così ce ne andammo“. Infine, Travaglio non può non sottolineare la condotta, a dir poco dubbia, dell’ex procuratore Antimafia: “Grasso aveva una gran fretta, salvo poi dirsi impegnato fino alle 21.15 di lunedì. Ma, se riesce a liberarsi un’ora prima, ci possiamo vedere anche domani sera [lunedì] al Tg de La7 o a Otto e Mezzo. Mentana e Gruber permettendo“. D’altronde, è ormai cosa nota: in pochi, pochissimi hanno l’ardire di sedere nel salotto di Santoro, coscienti dell’effetto corrosivo che la dialettica esperita a Servizio Pubblico ha sul potere costituito.

Nella puntata di Servizio Pubblico dal titolo “Ancora qua, in onda questa sera, su La7, Marco Travaglio replicherà alle affermazioni del Presidente del Senato a PiazzaPulita. Inoltre, Continua a Leggere

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Servizio Pubblico – Puntata del 21/03/2013 – “Decide Grillo”, con Civati, Comi e Sgarbi.

L’aveva intuito per tempo, Nicole Minetti: è gente munifica, quella del Sud America (i “sudamericans“, nel gergo minettiano). Oltre al Papa, il “toppissimo” Francesco, hanno regalato (anzi, se l’è proprio guadagnato) ad un ex Primo Ministro, oggi un umile Senatore, della Repubblica Italiana un posto d’onore nel Pantheon dei potenti. La faccia di Silvio Berlusconi, infatti, insieme a quella dell’ex Presidente degli Stati Uniti, nonchè amicone del Cavaliere, George W. Bush, e del dittatore nordcoreano Kim Jong-Il, campeggia su un manifesto che promuove l’utilizzo dei lassativi. “Don’t let it overstay“, “Non lasciate che rimanga oltre“, recita lo slogan della campagna pubblicitaria brasileira che Artplan ha studiato per il lassativo Bisalax, della União Química. Insomma, più che un invito a ricorrere al lassativo, per liberarsi di un ‘peso‘, quello della casa farmaceutica brasiliana suona come un invito a liberarsi di lui, il buon Silvio, come si farebbe di un qualunque str… atega attempato e plurindagato.

Dunque, direte, basterà prendere il digestivo Grillo e tirare lo sciacquone? No, l’indomito Cavaliere non intende sgomberare il campo, piuttosto, intende combattere contro l’”occupazione militare di tutti i vertici istituzionali” della sinistra (perchè, quando c’era lui al governo, i vertici istituzionali erano tutti di sinistra…), e manifestare “contro l’oppressione fiscale, contro l’oppressione burocratica, contro l’oppressione giudiziaria“. Quando? Sabato pomeriggio, a Roma. Ne vedremo delle belle…

Intanto, stasera, nella puntata di Servizio Pubblico dal titolo “Decide GrilloContinua a Leggere

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Servizio Pubblico – Puntata del 14/03/2013 – “Povero Paese!”, con Gelmini, Emiliano, Mieli e Boeri.

Guarire dall’uveite? Si può; La cura? Farsi condannare e, poco dopo, darsi alla latitanza. Tuttavia, prima della terapia, sarà bene che vi rivolgiate al vostro comico di fiducia. Silvio Berlusconi l’ha fatto: allarmato dalla diagnosi pronunciata dai medici del San Raffaele di Milano, il “Lungodegente“, per dirla con Mentana, si è rivolto a Beppe Grillo, il solo ad avere la soluzione a problemi di ogni ordine e tipo. Il leader del MoVimento 5 stelle, lo stesso che ha affossato il centrodestra, ha pensato per l’illustre paziente una terapia ad hoc: “Si faccia condannare al più presto senza attenuanti e, prima dell’arresto, si dia alla latitanza. Ci guadagnerà in salute. Guarirà dall’uveite e gli italiani guariranno finalmente dall’orchite con cui li affligge da vent’anni“. Dunque, i benefici sarebbero molteplici e non riguarderebbero solamente il malato, che potrebbe, comunque, trascorrere il periodo di degenza “sulle spiagge tunisine piene di Ruby senza la rottura dei suoi questuanti“.

A guarire gli italiani, non solo dall’orchite, tuttavia, non basterebbe l’allontanamento di Berlusconi; lo sostengono quanti, nei giorni scorsi, hanno lanciato un appello affinchè le forze politiche cooperino per la formazione di un governodi alto profilo“, che dia “corpo a un cambiamento sempre invocato, mai realizzato” e consenta, finalmente, di “voltare pagina dopo vent’anni di scandali, di malapolitica, di sperperi, di prepotenze, di illegalità, di discredito dell’Italia nel mondo“. L’appello, dal titolo “Facciamolo“, porta la firma di  don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera , don Andrea Gallo, il cantautore Lorenzo Jovanotti, Roberto Benigni, il fondatore di Slow Food e Terra Madre Carlin Petrini e l’imprenditore della ristorazione di qualità della catena Eataly Oscar Farinetti, Roberto Saviano, i giornalisti Barbara Spinelli e Michele Serra.

Nella puntata di Servizio Pubblico dal titolo “Povero Paese“, in onda questa sera, Michele Santoro analizzerà i nuovi scenari politici insieme Continua a Leggere

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Servizio Pubblico – Puntata del 7/03/2013 – “La scelta del Presidente”, con Bindi, Cacciari, Mentana e Lerner.

I vertici di TiMedia hanno scelto di affidare il governo de La7, per dirla con Mentana, all’”editore puro“, Urbano Cairo; alla guida del Paese, invece, dipendesse da Michele Santoro, ci troveremmo il giurista Stefano Rodotà. La squadra di Servizio pubblico, quasi a voler soccorrere quel pover’uomo di Giorgio Napolitano, ha limato un’ipotesi di governo che dovrebbe poter contare sulla fiducia dei maggiori partiti presenti in Parlamento, Pdl, Pdmenoelle e Lista Civica, ma non del MoVimento 5 Stelle, che al riguardo è stato chiaro: “Il M5S non darà la fiducia a un governo tecnico, nè lo ha mai detto. Non esistono governi tecnici in natura, ma solo governi politici sostenuti da maggioranze parlamentari“. Il “governo da approvare“, a cui gli utenti del sito di Servizio Pubblico potranno accordare la fiducia con un click del mouse, prevede, oltre al Primo Ministro Stefano Rodotà, Anna Maria Cancellieri all’Interno, il fondatore di Emergency Gino Strada alla Sanità; lo storico dell’arte Salvatore Settis alla Cultura; il generale Fabio Mini alla Difesa; Laura Boldrini, ex portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, agli Esteri; al Ministero dell’Istruzione la giornalista e conduttrice di Report Milena Gabanelli; al Welfare il segretario della Fiom Maurizio Landini; alle Politiche Agricole il fondatore di Slowfood, Carlo Petrini; all’Ambiente Catia Bastioli, chimica titolare di 900 brevetti internazionali; il magistrato Piercamillo Davigo alla Giustizia, l’economista Irena Tinagli alle Pari Opportunità; allo Sviluppo Economico, l’attuale ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca e, infine, all’Economia Luigi Zingales. Quello di Santoro, tuttavia, è destinato a rimanere un esercizio di stile: nessun partito, ad oggi, parrebbe disposto ad accordare la fiducia di cui, negli ultimi mesi, ha goduto il governo Monti ad un nuovo esecutivo tecnico; piuttosto, si tornerebbe al voto con il Porcellum e, di conseguenza, si assisterebbe all’inevitabile ascesa dei grillini.

Nella puntata di Servizio Pubblico in onda questa sera, Continua a Leggere

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Servizio Pubblico – Puntata del 28/02/2013 – “Governo meraviglioso?”, in studio Carfagna, Cofferati e Cacciari.

Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli Italiani“; a centocinquant’anni dall’unità d’Italia, e a qualcuno di più (centocinquatasette, per l’esattezza) dalla dipartita, le aspettative di Massimo d’Azeglio rimangono disattese. Gli italiani sono ‘fatti‘ (il mercato degli stupefacenti non conosce crisi), ma non ancora ‘risolti‘. Lo prova l’esito, confuso e per certi versi mortificante, del voto, che, per dirla con Peer Steinbrück, colui che punta alla Cancellieria tedesca, ha ‘premiato‘ “due clown“. A chi si riferisse il candidato Spd, non è un mistero, tuttavia, volendo peccare di ingenuità, ipotizziamo che i buffoni possano appartenere alla vecchia guardia, che di spunti per sghignazzare ne ha forniti a iosa,  rimane Beppe Grillo, che però il comico l’ha fatto per decenni e, persino ora, che è a capo del primo partito d’Italia, non sembra voler prendere le cose sul serio, nonostante i ripetuti appelli dei suoi sostenitori, oltre che degli avversari.

Ora i ragazzi sono in Parlamento: falli lavorare, e fatti da parte. O vali più di uno?“, scrive qualcuno sul blog del leader di MoVimento 5 stelle, invitandolo a “lavorare con il Pd” per “riuscire a cambiare il paese“. Una 24enne, Viola Tesi, in particolare, s’è spinta oltre, pubblicando un’accorata missiva a nome di “quei milioni di giovani che credono in una rivoluzione gentile“, ovvero di coloro che pensano che il MoVimento debba “scongiurare qualsiasi ipotesi di alleanza Pd-PdL, e non permettere alla minoranza di Monti di condizionare gli equilibri parlamentari. Possiamo respingere il ritorno di Berlusconi e costringere Bersani ad accettare le sfide che i suoi stessi elettori vorrebbero raccogliesse“. La petizione lanciata dalla giovane fiorentina, per spingere Grillo ad accordare la fiducia ad un ipotetico governo Bersani, ha raggiunto le 100mila firme in poche ore; se Grillo rimarrà sordo alle richieste dei sostenitori, uno di loro avrà avuto ragione: “ Uno vale uno. Grillo vale Casaleggio. Gli eletti non contano un cazzo“.

Nella puntata di Servizio Pubblico in onda questa sera, la prima dopo la pausa elettorale, Continua a Leggere

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Servizio Pubblico – Puntata del 7/02/2013 – “Condono tombale”, con Vendola, Meloni, Ambrosoli e Comi.

Alcuni media usano i sondaggi per formare l’opinione“; ebbene, serviva un’inchiesta dei Radicali italiani per dimostrare che “queste ricerche influenzano gli elettori, infatti nei 15 giorni prima del voto vengono sospese“. Il Segretario del partito di Pannella, Mario Staderini, ha sottolineato l’importanza dell’indagine svolta, che a suo dire consentirà di “riconquistare spazi futuri di democrazia“, oltre a qualche voto, giacché un partito stimato sotto il 2%, come lo è quello dei Radicali, con difficoltà riesce a raccoglierne: “puntano tutti al ‘voto utile’, anche Bersani, al quale ora non dispiace di certo che dicano che Berlusconi sta recuperando almeno può convogliare gli elettori verso il Pd“.

Staderini si preoccupa di evidenziare le debolezze del sistema di rilevazione. La prima riguarda la composizione del bacino di intervistati: “Molti sondaggi che passano in tv sono fatti su un campione di mille soggetti contattati tra il 56% di chi ha il telefono fisso e decide di rispondere alle domande, perché il 75% rifiuta, mentre l’insieme degli elettori in Italia supera i 50 milioni“. In secondo luogo, i sondaggi sono spesso realizzati da società che condividono interessi economici o di altra natura con il committente, ad esempio “la Ispo di Renato Mannheimer che fa ricerche per Porta a Porta e il Corriere della Sera, nel 2011 pubblicava una lusinghiera ricerca per il sindaco di Roma Gianni Alemanno, secondo cui il gradimento del primo cittadino si attestava al 57%. A luglio 2012 l’assemblea capitolina nominava Mannheimer presidente dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici nel Comune di Roma. A quel punto Mannheimer ha promesso di non fare più sondaggi riguardanti il primo cittadino romano“; ma il Segretario fa riferimento anche alla Swg, la Tecnè e la Digis.

Sarà per questo che, il “Pifferaio magico” non perde occasione per raccontare della sua prodigiosa scalata al consenso, puntualmente rivelata dai sondaggi. “I sondaggi ufficiosi che abbiamo avuto ieri sera ci danno vicini ed in alcune regioni alla pari con la sinistra [...] siamo in area di sorpasso“, ha fatto sapere Berlusconi; ”No non sento il fiato sul collo di Berlusconi, sento che sta richiamando i suoi. Non l’ho mai sottovalutato, ho sempre saputo che c’era anche la destra, ma questo fiato sul collo non lo sento [...] ma quando sento parlare di sorpasso, rispondo ‘col binocolo’, perché io guardo poco i sondaggi, l’orecchio a terra io lo tengo, e mi sembra di capire cosa pensano gli elettori, sento che ci sono molti problemi che in questa campagna elettorale non vengono affrontati“, ha replicato serafico Pierluigi Bersani.

Questa sera, nella nuova puntata di Servizio Pubblico dal titolo “Condono tombale“, Continua a Leggere

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