
Alla vigilia dell’attesa finale, Maria De Filippi traccia un bilancio della dodicesima edizione di Amici, sulle pagine del Corriere della sera. “Orgogliosa di questa edizione“, la conduttrice spiega le migliorie apportate all’impianto del programma (“questa formula si era logorata“, ammette), disapprova la condotta di un “superospite“, Harrison Ford, si concede (più di) quale appunto sulle trasmissioni concorrenti ed un richiamo ad un’altra sua creatura, Uomini e Donne. Ma andiamo con ordine.
A proposito di Amici 12, Maria si dice “orgogliosa“, “anche per la direzione artistica di Giuliano Peparini. Soprattutto ero stufa di liti e battibecchi. Sentivo già da tempo che questa formula si era logorata. La giuria, suo malgrado, era un tritacarne. Era troppo centrale, toglieva spazio ai ragazzi. Quest’anno ha funzionato di più. All’inizio le discussioni della Celentano con altri docenti erano spontanee, poi però tutto è diventato ripetitivo, era tutto prevedibile, io non mi stupivo mai“.
Ai ragazzi, la conduttrice, per bocca di personalità di spicco, da Matteo Renzi (!) a Gino Strada, ha voluto rivolgere parole di speranza, in apertura di ciascuna delle 8 puntate sinora trasmesse.
Detesto la parte di Maria che fa i sermoni, ma mi sembrava giusto cominciare le puntate con qualcosa di importante da dire. Persone che in questo momento potessero parlare di speranza ai ragazzi.
Proprio la presenza di Matteo Renzi, alla prima puntata, ha scatenato un acceso dibattito sul ruolo della televisione, ed in particolare di Mediaset, azienda di proprietà della famiglia Berlusconi, nella competizione politica. A proposito del sindaco di Firenze, la De Filippi osserva:
Ha una chiave d’accesso alle nuove generazioni che i suoi predecessori non avevano. Del resto quando venne Vecchioni, lo disse chiaro: “Sono miopi gli altri”. Una certa sinistra è ancora piena di pregiudizi, soprattutto nei confronti di Mediaset. Certa sinistra è chiusa: si invitano tra loro, leggono gli stessi libri, si parlano tra di loro.
Un altro ospite, o meglio “superospite“, non ha avuto il medesimo impatto di Renzi, sulla conduttrice e su pubblico:
Il più deludente è stato Harrison Ford, sembrava del tutto assente. C’è stato un momento in cui stavo per dirglielo in diretta ‘Ma ci sei o ci fai?’ poi ho lasciato perdere. Il più grande Al Pacino: finita la puntata è andato a parlare con il ragazzo sconfitto e gli ha fatto un lungo discorso. Il giorno successivo ha chiamato in redazione e ha detto: ‘Non vi preoccupate se dovete tagliare, fate. Non è un problema’.
Amici, oltre a quello degli ascolti e della longevità, vanta un altro primato: è il primo talent show nato in Italia e venduto in Usa e in Gran Bretagna, patrie del genere.
Sì, è già stato venduto negli Usa e siamo in trattativa con Francia e Spagna dove si chiamerebbe Los Amigos e mi piacerebbe che a condurlo fosse Continua a Leggere
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