E’ morto Giulio Andreotti, “il condannato prescritto per mafia”. Il Senatore a vita, Presidente del Consiglio per sette volte, che ha ”visto nascere la Prima Repubblica, e forse anche la Seconda“, ma non “la Terza“, ha tirato le cuoia, ieri, dopo 94 primavere e 66 legislature (nel 1946, a 28 anni, fu nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio). La deputata del Movimento 5 Stelle, Giulia Sarti, ancor prima delle esequie, che si terranno in forma privata quest’oggi, alle 17:00, nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini a Roma, ha provveduto alla sepoltura, interrando il ricordo dello statista nel sospetto della connivenza con la mafia. Accusato di essere stato il mandante dell’omicidio Pecorelli e, soprattutto, uno dei principali referenti della mafia siciliana, Andreotti è uscito indenne (o quasi) da ogni procedimento intentato contro di lui, grazie ad una storica prescrizione, la stessa che Silvio Berlusconi sognerebbe per sè; non è un caso che il leader del Pdl abbia decantato le virtù del defunto, facendone un agnello sacrificale, barbaramente trucidato dalla sinistra: ”Leader tra i più autorevoli della Democrazia cristiana, ha saputo difendere la democrazia e la libertà in Italia in anni difficili, sia in quelli della contrapposizione tra cattolici moderati e comunisti, sia in quelli in cui la Dc diede un contributo decisivo, di vite umane e di valori, per la sconfitta del terrorismo brigatista“. “Contro la sua persona la sinistra ha sperimentato una forma di lotta indegna di un Paese civile, basata sulla demonizzazione dell’avversario e sulla persecuzione giudiziaria: un calvario che Andreotti ha superato con dignità e compostezza, uscendone vincitore. Quello usato contro di lui è un metodo che conosciamo bene, perché la sinistra dell’odio e dell’invidia ha continuato a metterlo in campo anche contro l’avversario che non riusciva a battere nelle urne. Per questo auspichiamo che agli anni della demonizzazione segua finalmente una pacificazione, di cui il governo appena insediato possa rappresentare il giusto prologo“. Anche il Cardinal Ruini è “sempre rimasto colpito dal suo forte senso dell’umorismo, dalla sua imperturbabilità, e anche dalla sua capacità di destreggiarsi nelle situazioni difficili, senza perdere la bussola“. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, invece, affida alla storia il compito di giudicare l’opera e l’uomo: “Sulla lunga esperienza di vita del Senatore Giulio Andreotti e sull’opera da lui prestata in molteplici forme, potranno esprimersi valutazioni approfondite e compiute solo in sede di giudizio storico“. Emblematica, infine, la frase formulata dal Presidente di Gaynet, Franco Grillini: “Andreotti porta con sè i segreti della prima Repubblica e anche una cultura che non aveva mai capito nulla della modernità e che, anzi, la contrastava“.
Prima di scoprire temi ed ospiti della puntata vi proponiamo stralci dell’intervento satirico di Maurizio Crozza, posto in apertura della scorsa puntata di Ballarò:
Giova…Giova… eh Giova, quanto mi è piaciuto a me il discorso di Letta ieri... eh caro Giova, mi è piaciuto da morire, la parte migliore per me è stata senz’altro l’omelia, su gesti, parole, opere e omissioni… tutto un brivido. Mancava solo: scambiatevi un gesto di pace, fate questo in memoria del Pd e poi c’era tutto. E’ stato bravissimo, ha detto più crescita ma meno debito, più rigore ma meno tasse, più Europa ma meno vincoli, e poi ha chiuso con più latte ma meno cacao, ma lì non se l’è ca**** nessuno…La cosa che mi è piaciuta di più è quando ha detto di tagliare lo stipendio ai ministri, alla Bonino è crollata la mascella…. Giova ma ti rendi conto della forza dirompente di Enrico Letta, quello che fino a due settimane fa aveva il carisma di un portapacchi di una Fiat Punto... trasmetteva la stessa allegria di una lampadina a basso consumo, quelle che dove le metti sembra sempre ci sia un’autopsia in corso… fino a poco fa era quello che se tornavi a casa e lo trovavi a letto con tua moglie e lei ti diceva che stavano solo parlando, tu ci credevi… Basta dire che era il vice di Bersani, l’uomo che ha sbagliato tutto, compreso il vice…
Si fa presto a dire togliamo l’IMU. Perché poi ci sono gli estimi da rivedere, la Tares da riequilibrare, l’aumento dell’IVA da rimandare. Il nuovo governo, le tasse e la campagna elettorale infinita a Ballarò in onda questa sera, alle 21.05, su Rai3. Nel corso della puntata anche un intervento del segretario generale dell’OCSE Angel Gurria. Tra gli ospiti Continua a Leggere
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Ballarò, Politica
Crozza nel Paese delle Meraviglie – La puntata del 19 aprile 2013.
In una sola occasione, Maurizio Crozza decise di smettere gli abiti del comico ed indossare quelli dell’uomo, affranto ed immalinconito dall’immagine della sua terra, la Liguria, devastata dalle calamità e dall’incuria; potrebbe farlo anche quest’oggi, nel giorno in cui il Presidente della Repubblica, il suo Presidente, potrebbe dover lasciare il colle (l’elezione del successore, probabilmente, avverrà domani). “Ultime ore del settennato“, scrive il comico su Facebook, lasciando intendere che, stasera, Giorgio Napolitano, affiancato dal fido gendarme, potrebbe rivolgersi agli “italiani e alle italiane“, per l’ultima volta da Capo dello Stato. Potrebbe, se solo l’infaticabile Chicco Mentana decidesse di concedersi qualche minuto di pausa, tra uno Speciale del TgLa7 (che conduce, dal mattino alla sera, da 2 giorni) ed un’ospitata a Zeta (parteciperà anche al talk di Gad Lerner, stasera): sulla rete, in molti se lo augurano, non fosse altro che per tenere a bada la moglie, la quale sovente, su Twitter, inveisce contro il marito ed una misteriosa “puttana“. Tuttavia, nel caso Mentana non volesse separarsi dalla sua telecamera, seppur solamente per un paio d’ore, potrebbe dare una mano al mugnaio, il fascinoso Antonio (Banderas): il venerdì, d’altronde, “è il giorno perfetto per ‘l’amalgama’ dell’impasto“.
Il ‘Cappellaio Matto‘, questa sera, torna ad aprire i cancelli agli spettatori che, nel corso degli ultimi mesi, hanno seguito numerosissimi le sue disavventure nel ‘giardino di Alice‘. Nel ‘Paese delle Meraviglie‘ de La7, oltre ai 3milioni e 467mila spettatori, share del 12,60% (il secondo miglior risultato dell’edizione in corso), che hanno sancito il successo della scorsa puntata, tornano Continua a Leggere
1 commento | Crozza nel Paese delle Meraviglie, Politica, Televisione