L’infedele – Puntata del 21/11/2011 – Roberto Saviano e Milena Gabanelli assistono Gad Lerner

Teletribuno’, ‘servo’ (libero, s’intende), ‘infedele’, semplicemente ‘politiCattivo’. Sedicenti politicanti, influenti opinion leader, impenitenti filibustieri, acuti commentatori imperversano, occupando comode poltrone in salotti (o ‘postriboli’, qualcuno sembra preferire quest’ultimi…) televisivi angusti e quantomai affollati.La politica ‘accende’ la televisione e ‘spegne’ ogni fede. Dunque, sfiduciati ed irati, ci apprestiamo a seguire i teatrini dei politicanti in tv, con piglio critico, con occhio ‘cattivo’. Il ‘politiCattivo’, la rubrica d’attualità di UnDueTre.com, quest’oggi è da Gad Lerner, a L’infedele.

Non è certo un “rasoio elettrico” o un “polmone artificiale“, Mario Monti, eppure, a sentire La Russa e Berlusconi, si direbbe il contrario. Gad Lerner, infedele per professione, commenta l’espressione usata da quest’ultimi (“staccare la spina“) in riferimento al neonato governo Monti:

Ma come, proprio voi, i nobili (si fa per dire) difensori del diritto “obbligatorio” alla vita di Eluana Englaro? Dapprima Ignazio La Russa, e poi lo stesso Silvio Berlusconi, non potevano adoperare metafora di più cattivo gusto per esprimere la loro frustrazione nel momento in cui sono costretti a sostenere controvoglia e contronatura il nascente governo Monti. Sono già lì a vantarsi della loro possibilità di praticarne l’eutanasia quando gli converrà. Mica vero. Quel giorno sanno benissimo che si spaccheranno. Nè potranno continuare a lungo a fare i furbi, scatenando la loro macchina propagandistica contro il “governo dei banchieri e dei poteri forti” al quale contemporaneamente assicurano sostegno parlamentare. Nel frattempo, per favore, evitino di sclerare nel linguaggio. Se non altro per rispetto della memoria di Eluana Englaro che fu oggetto di una delle loro campagne più vergognose e illiberali.

Stasera su La7 alle 21,10 L’Infedele, allarga lo sguardo oltre il cambio di governo in Italia, con il contributo di Milena Gabanelli e Roberto Saviano. Dobbiamo chiederci se l’eurozona sopravviverà a un attacco speculativo che ora mira direttamente alla Francia, oltre che al nostro paese. Ma nel frattempo il declino della forza europea si manifesta drammaticamente anche sulla sponda sud del Mediterraneo, dove proseguono le rivolte giovanili e la democrazia è ancora un traguardo lontano. Per questo ospiteremo i protagonisti egiziani e siriani di queste giornate insanguinate: piazza Tahrir al Cairo contro i militari, e un’eroica opposizione che il regime di Assad reprime spietatamente, tornano protagonisti del cambiamento mondiale. Ma anche i turchi che aspirano con Erdogan a tornare punto di riferimento imperiale di un’area vastissima, dal Nordafrica al Medio Oriente, come ai tempi del sultano. E gli israeliani disorientati, con la tentazione di usare le armi contro l’Iran. Tutto ciò ci riguarda da molto vicino, l’Italia del futuro non potrà prescinderne. Lo testimonierà all’Infedele anche un uomo di teatro dalla visione cosmopolita qual è Moni Ovadia. Mentre da New York il regista Andrea Salvadore ha realizzato per noi un cineracconto in cui parla Roberto Saviano, prima e dopo la sua visita a Zuccotti Park.

All’inizio della trasmissione ho voluto però fare nostra una proposta importante di Milena Gabanelli sulla tracciabilità del denaro e la tassazione del contante come riforma pratica antievasione e antisommerso. Mi collegherò in diretta con Milena Gabanelli che ci illustrerà i motivi della sua iniziativa. Dopo di che usciremo dai confini della provincia italiana. Questi i nostri ospiti: la giornalista Imma Vitelli che ha vissuto a lungo fra il Cairo e Beirut; il poeta siriano Shadi Hamadi; le giornaliste turche Yasemine Taskin e Seyda Canepa; la storica iraniana Farian Sabahi; la presidente dell’associazione “Pontes” dei tunisini in Italia, Ouejdane Mejri; il giurista Ugo Mattei (autore del manifesto “Beni comuni”, Laterza editore); il docente di economia internazionale Giorgio Barba Navaretti dell’Università Statale di Milano. In collegamento da Tel Aviv sarà con noi la scrittrice pacifista Manuela Dviri.

Sono poi così diversi gli indignados occidentali dagli “shabab”, i ragazzi protagonisti della rivolta araba? O ha ragione Michele Mally che sulla nostra copertina li accomuna nello slogan “Siamo il 99%”? Che relazione esiste fra la spaccatura in atto nell’Unione Euopea e l’instabilità mediterranea? E’ utopia aspirare a un comune futuro democratico?

Dal blog di Gad Lerner