Raffaella Carrà a gennaio su Rai1 con “Auditorium” (o “Accademia”?). 50 ragazzi e coach d’eccezione: Martin e Sinclair.

Va bene che a Mauro Mazza, direttore di Raiuno, “viene data la scaletta a tre ore dalla messa in onda“, che, ad esempio, “per quanto riguarda la conduzione di Fazio la comunicazione mi è arrivata ex post“, ma che addirittura i due, Mazza e Leone, direttore di Rai Intrattenimento, riferiscano, in merito al medesimo progetto, due diversi titoli, ci sembra alquanto bizzarro. Se, infatti, con riferimento al programma che, probabilmente, riporterà Raffaella Carrà su Raiuno, da gennaio, Giancarlo Leone aveva anticipato che il titolo potesse essere Auditorium, a distanza di una manciata di giorni, Mazza fa sapere: “Si chiamerà Accademia; e se il direttore di Rai Intrattenimento aveva preferito tacere sulla struttura dello show, il direttore di rete, invece, ne rivela il meccanismo:

E’ un personaggio che ha ancora molto da dare al pubblico. I protagonisti saranno giovani che si cimenteranno in varie discipline. Non sarà una gara. I giovani, grazie all’aiuto di coach, cercheranno di migliorare le loro performance settimana per settimana.

In Rai, si cerca di contrastare il dominio decennale della Sanguinaria utilizzando le sue stesse armi. Così com’è stata raccontata, infatti, l’idea che sottende al nuovo progetto della Raffa nazionale sembra essere una copia sputata dell’inossidabile Amici. Tv Sorris e Canzoni, però, aggiunge alcuni dettagli riguardanti il progetto, che lo allontanano dal modello elaborato dalla De Filippi: sarà composto da 8 o 10 puntatei protagonisti saranno una cinquantina di artisti o aspiranti tali, appartenenti alle discipline più diverse (ballerini, cantanti, conduttori, attori, showgirl, comici), verranno seguiti nel loro percorso di studio da coach famosi ed ospiti importanti, tra questi, pare, anche Ricky Martin e Bob Sinclar. Non ci saranno eliminati o ‘nominati‘, al termine del percorso, piuttosto, conosceremo promossi e bocciati.

In attesa di conoscere ulteriori dettagli, possiamo esplicitarvi l’impressione, la solita, che purtroppo segue ad ogni incontro con gli illuminati dirigenti della tv di Stato: che ognuno, in Rai, agisca senza curarsi del risultato e dell’immagine che tale condotta restituisce dell’organico che amministra l’azienda pubblica (perchè la Rai è nostra, ricordiamolo), attraversato da conflitti e invidie.

Anche nel caso della Carrà, sottolinea Mazza, si tratta di unadecisione altrui“. Ogni spunto, gentilmente offerto dai cronisti presenti al Prix Italia, è occasione ghiotta per sottolineare l’esistenza di “un’anomalia“:

Speravo che il lavoro di squadra fosse più facile da comprendere. O si mette a fuoco questo e si cambia o si torna alla normalità. Perché questa di Leone è un’anomalia.

Leone, invece, si barrica dietro ad un ‘no comment’: “Non sono abituato a discutere pubblicamente di questioni interne all’Azienda, preferisco un tavolo di lavoro interno che non mancherà di esserci i prossimi giorni“.