“Cuochi nella tormenta”: 6 puntate ad aprile. Leone: “non ha nulla a che vedere con La prova del cuoco”.

Bella, forse; addormentata, di certo. La Rai, come la protagonista della celebre fiaba di Perrault, ha atteso il suo principe per lungo tempo. Giancarlo Leone, prima a capo di Rai Intrattenimento, ora direttore di Rai1, risponde all’identikit del principe abusivo di Siani, più che a quello tracciato dallo scrittore francese, ma sembra essere l’unico capace di ridestare l’azienda di stato dal torpore in cui languisce da anni.

Ha riportato il talent show su Rai2, il game show su Rai1 e, ora, punta al cooking show. Leone, insomma, tenta di recuperare terreno, mettendo la programmazione Rai al passo con i tempi. La prima rete è stata la prima a fare della cucina uno show, seguendo l’intuizione di Antonella Clerici, che volle La prova del cuoco. Poi arrivarono le trasmissioni ‘cotte e mangiate‘ ed i bastardchef, e La prova del cuoco divenne una sorta di perversione vintage, pur rimanendo il programma culinario più seguito (c’è un abisso, con gli altri).

Ora, Antonella Clerici è decisa a stabilire un nuovo primato, stavolta in prima serata, proponendo un nuovo cooking show, che, promette Leone, “non ha nulla a che vedere con La prova del cuoco“.

Si tratterà di una vera e propria battaglia tra i fornelli. Un progetto ancora in fase di definizione e su cui non posso per ovvie ragioni sbilanciarmi, ma a cui Rai1 guarda con attenzione. Il linguaggio televisivo cresce e, in Italia in particolare, il pubblico con i tanti canali a disposizione ha avuto modo di capire come è cambiata la tv.

Già, il pubblico l’ha capito, e da tempo; i dirigenti Rai, invece, solamente adesso. Lo show, di cui “non abbiamo ancora deciso il titolo” (probabilmente Cuochi nella tormenta), partirà alla fine di aprile “subito dopo Red Or Black, per un totale al momento di sei puntate previste“.

Pensato in Italia, il format prevede una gara tra cuochi non professionisti, persone comuni che nella vita si occupano d’altro, continuando a coltivare una grande passione per la cucina. I vip, otto, come i concorrenti, si limiteranno ad assistere gli aspiranti chef nella realizzazione del piatto. A giudicare non ritroveremo dei giudici famosi o chef stellati. La degustazione del piatto avverrà al buio, senza che il giudice sappia chi l’ha preparato; alla The Voice, insomma. Al termine di ciascuna puntata sarà proclamato un vincitore, che accederà di diritto alla finalissima.