“TuttoDante”: Roberto Benigni (ri)legge la Divina Commedia. Il Canto XI nella prima puntata.

I promo di Raidue ce lo annunciano già da qualche settimana: il più grande mattatore, un pezzo d’orgoglio italico sta per rincasare sul piccolo schermo. Da stasera infatti (alle 21.05) col suo “TuttoDAnte” torna Roberto Benigni e la “suaDivina Commedia alla quale dedica ben 12 appuntamenti. “Grazie a Dante assistiamo a uno dei più grandi miracoli letterari, e quando ci si trova dinanzi alla bellezza e alla grandezza nasce in noi una irrefrenabile voglia di farne parte“, ha commentato l’attore.

Stasera si comincia con il canto XI: “Quello meno amato dai critici del passato e non solo – ha aggiunto Benigni –, uno dei canti più straordinari per me. Dante ci dirà, con la stessa perizia di uno scienziato, com’è fatto l’Inferno, ci parlerà della sua struttura topografica e morale“. Il poeta, sull’orlo del sesto cerchio, si serve di questo canto per definire la gerarchia dei peccati e la loro dislocazione. “Parla della finanza, dell’usura, di quei farabutti che ci fregano oggi come ieri. Dante – ha concluso Benigni – ci ha indicato una via di speranza, andando a scrutare i barlumi, le premonizioni e i tentennamenti dello spirito umano. È riuscito a dare a qualsiasi cosa del visibile e dell’invisibile un nome, a esprimere l’inesprimibile, a dare materia allo spirito. Ha usato lo stesso amore e lo stesso numero di parole per descrivere gli ordini angelici, il fondo del male e l’altezza del bene. A noi non resta che credergli perché lui esige di essere creduto, perché quel viaggio lo ha fatto davvero“.

Le serate che Raidue proporrà non sono altro che le registrazioni di “TuttoDante 2012“, straordinario evento organizzato da Lucio Presta (produzione esecutiva di Arcobaleno Tre, prodotto dalla Melampo), realizzate a Firenze in piazza Santa Croce la scorsa estate. Diretto da Stefano Vicario con la fotografia di Massimo Pascucci, lo spettacolo ha portato in piazza un totale di circa settantamila spettatori e coinvolto uno staff di oltre cento persone. Inoltre, per la prima volta in uno “show” del genere, è stata utilizzata la spidercam, che ha permesso di immortalare Firenze da un’altezza di 42 metri, offrendo suggestive inquadrature e dettagli del palco.

In passato Benigni ci ha insegnato (tra le altre cose) che la cultura non è necessariamente in antitesi con la televisone e che la qualità può sposare i grandi numeri. Sebbene non ci si aspetti il boom dei 13milioni di telespettaori de La più bella del mondo siamo tutti convinti che anche questa volta Roberto ci regalerà un’altra perla (anzi 12… quindi una collana!) e ascolti lusinghieri per Raidue.