“Confessione Reporter”: Stella Pende ricorda Domenico Quirico e racconta il Mali.

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Lei definisce il lavoro dell’inviato una vocazione. Difficile e dolorosa. Stella Pende, da stasera, riprende il suo cammino (è proprio il caso di dirlo) su Italia1 con la trasmissione “Confessione Reporter” (ore 23.50) che, a formula pressochè invariata, propone degli speciali girati all’estero, reportage d’autore, ossia di personaggi famosi, e 2 spazi inediti. “L’Italia che dà“, dedicato agli imprenditori italiani che svolgono azioni di solidarietà in tutto il mondo, e “La lettera“, che darà la possibilità a gente comune di raccontare incredibili episodi di ingiustizia.

Insomma, un bel piatto ricco che sarà introdotto, stasera, da una dedica a Domenico Quirico, il giornalista de La Stampa scomparso in Siria.

E’ una dedica a un grande maestro, nella speranza di rivederlo. Leggerò la frase di Domenico con la quale sottolinea il suo senso di impotenza nel creare una coscienza nei fatti che raccontiamo. E’ la stessa disperazione che provo io. Vogliamo sensibilizzare il pubblico giovane di Italia1 su questi argomenti. I giovani non sono indifferenti, vogliono aprire gli occhi su mondo. L’importante e’ non fare i turisti del dolore come fanno molti.

Si comincia dal Mali, divenuto la new company del terrorismo internazionale. Le immagini sono quelle del recente attentato kamikaze della fine di marzo, quando un bambino di 13 anni si è fatto esplodere davanti al check-point, alle porte di Timbuctù. Stella Pende era là a documentare con le telecamere di Confessione Reporter i momenti caldi.

Ci siamo passati il testimone con Domenico Quirico. Io partivo e lui arrivava. In studio non ci saranno analisti. Ci sarà Andrea De Georgio, stringer mio e di Quirico, che vive in Mali e racconterà come al Qaeda abbia trovato un territorio da occupare e spiegherà che la liberazione francese è fittizia.

Ci sarà anche Susan Dabbous, la giornalista rapita in Siria con Amedeo Ricucci.

Sono la testimonianza, sia lei che De Georgio che, a dispetto delle profezie necrofile sul reportage, sta crescendo una generazione di ragazzi coraggiosissimi, che senza contratto raccontano il mondo con una freschezza che pochi di noi possono avere.

In un mare di palinsesti che si aprono su panorami simili, quello della giornalista romana ci sembra una pagina di televisione nuova a e affascinante, Anche solo nella misura in cui illustra con sincerità e lucidità il difficile lavoro del reporter. Cinque appuntamenti da non perdere con una professionista che della star ha solo il nome: Stella Pende.