Sogno e son desto – Seconda puntata del 18 gennaio 2014 – Pravo, Battiato e Bollani ospiti di Massimo Ranieri.

La seconda puntata di “Sogno e son desto”, lo show di e con Massimo Ranieri, con Pravo, Battiato e Bollani tra gli ospiti

sogno3

Ancor meglio delle aspettative Rai, lo scorso sabato l’alieno Ranieri ha dato non poco filo da torcere in termini di ascolti al collaudatissimo carro armato della De Filippi. Un successo strameritato per il più grande showman che abbiamo in Italia. E il termine showman è quasi fuorviante, per un artista che è molto di più di un cantante, che conduce e balla, o di un attore che fa il regista. Massimo non è solo la somma di queste capacità, ma per lui gli elementi in gioco, le sue maestrie diventano fattori che moltiplicandosi offrono al telespettatore un prodotto che quasi ubriaca, stordisce piacevolmente i sensi. Cuore, orecchie, vista godono del suo talento facendone un pieno. Ranieri sembra che straripi, che faccia troppo, ma quel modo di “vendere” arte non può che catturare, ammaliare e far sognare.

sogno4

Dopo una prima puntata in cui gli ospiti (seppur piacevoli) sembrava che spezzassero un dialogo col telespettatore, strappassero il tessuto narrativo, eccoci stasera ad un nuovo incontro con lo showman e i suoi “nuovi amici“. Lo stesso Massimo anticipa che la serata sarà «piena di duetti insoliti. Primo fra tutti quello con Patty Pravo: ci conosciamo da quarant’anni, io l’ho sempre adorata, così ricca di stile ed allure, ma, incredibilmente, non abbiamo mai cantato assieme. Così rifaremo La bambola, Ragazzo triste, Qui e là. Con Franco Battiato rivivremo Sul ponte sventola bandiera bianca, e con Stefano Bollani ‘O mafiuso di Carosone. Ma ci saranno anche poesie di Sandro Penna, Alda Merini, una di Raffaele Viviani, Don Nicola, che cento anni fa descriveva il terremoto di Avezzano, e fa venire i brividi. In cento anni nulla è cambiato».

sogno2

E quando gli si chiede il motivo di cotanta affezione da parte del pubblico, risponde affermando che «c’è il fattore anagrafico. Ho vissuto e sono cresciuto assieme a metà dei miei fan. Poi m’illudo d’aver dato voce, almeno un po’, e almeno in certi irripetibili momenti, alle stesse sue emozioni. E, in ultima analisi, la gente sente che lassù sul palcoscenico io do tutto. Ecco perché mi restituisce così tanto».

Dimostrazione lo è il fatto che «nello studio Rai sono sbarcati pullman interi, provenienti dalla Campania, dal Veneto, dalle Marche. Parecchie richieste anche dall’estero. Dipenderà dal fatto che io sono un artista popolare. Nel senso effettivo della parola: piaccio al popolo».

Se però per popolo si intende l’Italia nella sua trasversalità sociale, culturale e anagrafica. Buon sabato sera ancora… al Massimo!