Servizio Pubblico – Puntata del 6/03/2014 – “Poveri ma belli”, con Emiliano e il grillino Di Battista.

Video, temi ed ospiti della puntata di Servizio Pubblico in onda, su La7, il 6 marzo 2014.

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Nato sotto Sanremo, il Governo Renzi ha incassato la fiducia delle Camere, ma non [ancora] quella di Marco Travaglio, che all’indomani dell’insediamento dell’ex sindaco di Firenze a Palazzo Chigi, si è mostrato alquanto critico nei confronti del nuovo esecutivo, o meglio, del neo Premier. “O Renzi è un genio incompreso che dissimula abilmente le sue virtù salvifiche, oppure è il più grande bluff mai visto nella pur ricca tradizione italiana“; così, il vicedirettore de Il Fatto ha esordito sulle pagine del quotidiano, spiegando poi le ragioni di tale affermazione: “1) Il famoso ‘foglio excel’ con il cronoprogramma dettagliato del suo governo che aspira a durare quattro anni e con le relative cifre di copertura finanziaria per le sue promesse da 100 miliardi di euro mal contati, dov’è? 2) È senz’altro nobile che Renzi ripeta ‘se falliremo sarà colpa mia’, ‘mi gioco la faccia’ e così via: siccome però, se fallirà, a pagarne le conseguenze sarà soprattutto, per l’ennesima volta, il popolo italiano, non sarebbe più onesto e prudente evitare di prendere mille impegni da megalomane su ogni settore dello scibile umano e concentrarsi su poche cose, concrete e fattibili in tempi brevi, tanto per cominciare con il piede giusto e darci qualche assaggio di novità? 3) Nei suoi brevi, anzi lunghi cenni sull’Universo, detratte le appropriazioni indebite di stanziamenti fatti da chi l’ha preceduto, gli unici impegni precisi riguardano le riforme costituzionali (Senato e Titolo V) e quella elettorale. Ma queste sono materie squisitamente parlamentari: nessun governo si è mai occupato di Costituzione e legge elettorale. Per il resto, il programma di governo somiglia pericolosamente a quello di Letta, da cui lui ha ereditato la stessa maggioranza e 6 elementi su 16. Diciamo pure che l’unica vera novità è il premier: davvero Renzi pensa che un paese complesso come l’Italia possa essere salvato grazie all’ennesimo ‘uomo solo al comando’? Davvero vuol farci credere che l’improvviso e improvvido cambio della guardia a Palazzo Chigi mirava a sostituire il lumacone Letta col pie’ veloce Renzi, o c’è qualcosa in più che ancora ci sfugge? 4) Regnante Letta, Renzi polemizzò con i partiti che facevano melina sulla legge elettorale per tenere in vita artificialmente un governo morto con la scusa che non si poteva votare. Ora, con Renzi, rischia di riprodursi la stessa situazione: come il premier ripete, il peraltro pessimo Italicum è indissolubilmente vincolato all’approvazione delle riforme costituzionali, che non vedranno la luce prima di due anni. Gli pare corretto comprarsi la fiducia dei parlamentari (specie senatori) che vogliono tenersi la poltrona fino al 2018 per conservare la sua per quattro anni? 5) Fra conflitti d’interessi reali e potenziali, diversi neoministri rappresentano una serie impressionante di lobby private: da Cl alle coop rosse, dalle banche alla partitocrazia, da Confindustria al partito trasversale degli inquisiti. Davvero pensa che basti la sua personale ‘vigilanza’ a evitare marchette e automarchette? E questi interessi c’entrano qualcosa col fatto che nei suoi discorsi al Parlamento non c’è traccia di proposte contro mafie, evasione fiscale, corruzione, riciclaggio, criminalità finanziaria? Davvero un premier che aspira a ‘cambiare verso’ deve omaggiare come eroi nazionali i due marò imputati in India per aver accoppato due pescatori anziché i magistrati come Nino Di Matteo che rischiano ogni giorno la pelle nelle trincee dell’antimafia?“.

Veniamo, dunque, alla puntata di Servizio Pubblico, dal titolo “Poveri ma belli“, in onda questa sera, su La7L’Oscar al film “La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino ha ridato un po’ di ottimismo all’Italia e alla politica, per una vittoria in tempi di crisi e dopo anni di sacrifici. Anche l’arrivo di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, con l’impegno a cambiare il Paese, ha acceso speranze negli italiani per un mutamento. Ma basteranno queste speranze per fare dell’Italia una grande bellezza? In queste ore dall’Unione Europea arriva una doccia fredda, con la Commissione che retrocede l’Italia, causa scarsa produttività e squilibri macroeconomici eccessivi, mentre il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo sottolinea con forza: “E’ la politica del dire senza fare o far finta di fare”. I problemi da risolvere per Renzi sono tanti: l’economia ancora in difficoltà, la disoccupazione che cresce, Roma, la nostra capitale, salvata da un decreto e con le strade dei marciapiedi pieni di buche. E poi la burocrazia, la pressione fiscale, la crisi dei piccoli imprenditori e delle partite Iva. E l’austerità, che sembra essere l’unica ricetta dell’Europa e soprattutto della Germania di Angela Merkel.

Ospiti in studio i parlamentari del Movimento 5 Stelle Carla Ruocco e Alessandro Di Battista, il sindaco di Bari e esponente di punta del Pd, Michele Emiliano e l’imprenditore Alfio Marchini.

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