“Gli orologi del diavolo” – Quarta e ultima puntata di martedì 17 novembre 2020 – Anticipazioni e trama.

Beppe Fiorello è su Rai1 con una fiction, stavolta con una serie in quattro serate composte da due episodi ciascuna. Si tratta di la nuova serie “Gli orologi del diavolo”, una storia di grande impatto emotivo tratta da una vicenda realmente accaduta e liberamente ispirata all’omonimo libro scritto da Gianfranco Franciosi e Federico Ruffo.

Gli orologi del diavolo | Quarta e ultima puntata martedì 17 novembre 2020

Episodio 7– Madeira. Il maltempo ritarda l’operazione e accresce l’ansia e la tensione di Marco che esplode quando scopre che suo padre è in punto di morte e lui non può tornare. Il giorno della partenza arriva. Marco riceve le coordinate per raggiungere Aurelio in pieno oceano. L’operazione congiunta tra Italia e Spagna scatta immediata. La nave con quattro tonnellate di droga viene requisita, ma Aurelio riesce a fuggire.

Episodio 8 – Dopo l’ennesimo trasferimento in una nuova località, la crisi tra Alessia e Marco esplode. Marco, pur di liberare la donna e la sua famiglia da quella schiavitù, la scaccia fingendo di non amarla più. Solo e , ormai sull’orlo della follia, viene salvato da Alessia che torna per lui. Assieme, decidono di rinunciare alla protezione.

Gli orologi del diavolo | Trama della serie

Le vicende narrate ripercorrono quelle che hanno reso Gianfranco Franciosi (Marco Merani nella serie) un “eroe per caso”: il primo civile inserito a scopi investigativi in un contesto criminale. Una vita stravolta dagli eventi, passata dalla routine di abile meccanico a quella di uomo al servizio dello Stato infiltrato nel narcotraffico. Marco Merani, interpretato da Giuseppe Fiorello, è un motorista nautico bravissimo, ha un passato nelle gare off-shore e un presente da costruttore di barche alla foce del fiume Magra. Lo sanno tutti che è il migliore e lo sanno anche dei narcotrafficanti a cui farebbero comodo gommoni che corrono più delle motovedette dei carabinieri e della polizia.

Marco mangia la foglia e chiede a Mario, suo amico poliziotto, come deve comportarsi. La polizia in verità sta seguendo questi narcotrafficanti da tempo senza grandi risultati così propone a Marco di collaborare con la giustizia per incastrare i boss di questo cartello spagnolo. “El mecanico”, suo malgrado, si ritrova a indossare i panni – senza esserlo- di un agente speciale sotto copertura che, costruendo e guidando barche dedite al traffico di droga, diventa punto di riferimento per il giovanissimo Aurelio, geniale e astuto boss dell’organizzazione il quale si affeziona a Marco come a un fratello.

Marco fa il possibile per spiare i narcotrafficanti e rivelare tutto alla polizia, ma quando durante un’operazione in mare fra Italia e Spagna qualcosa va storto, Marco viene arrestato dalle forze dell’ordine francesi e incarcerato. È certo che la polizia italiana chiarisca la sua posizione e attende fiducioso la liberazione, ma nessuno dall’Italia rivendica la sua copertura. Ora è sotto scacco, il meccanico sa che se parla o dichiara la sua vera identità è un uomo morto e gli rimane una sola scelta: affrontare con coraggio l’inferno delle galere francesi. Marco trascorre otto mesi in prigione, in condizioni durissime e quando torna in Italia la sua reputazione è distrutta, la sua vita familiare è a pezzi e si sente tradito da chi non l’ha tutelato. Alla sua porta, però, torna a bussare Aurelio.

Ha ancora bisogno di lui, del suo fratello italiano, che ha tenuto la bocca chiusa dietro le sbarre e che merita un premio, un ultimo viaggio, un ultimo carico che sistemerà tutto e tutti per sempre. Ma anche la polizia gli chiede un ultimo aiuto, un ultimo sacrificio, poi riceverà tutto il sostegno per ricominciare a vivere. Cosa farà Marco? Il meccanico sa che per uscire da questa trappola potrà contare solo sulle sue forze.