Piero Marrazzo torna alla conduzione, su Rai2, con “Razza Umana”.

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Piero Marrazzo: «Torno in tv. La politica? È stata solo una parentesi» «Nel mio nuovo programma temi internazionali dibattuti in studio e raccontati dall’Italia».

Come sarà il nuovo programma di Piero Marrazzo su Raidue è difficile da dire con esattezza, perché, parole sue, è ancora tutto da definire. Ma una certezza c’è: Piero Marrazzo, classe 1958, ex conduttore di Raitre, ex presidente della Regione Lazio travolto da uno scandalo epocale, torna in tv. È apparso l’altra sera a «Virus» di Nicola Porro, su Raidue, al quale ha, tra l’altro, annunciato che saranno coinquilini nello stesso studio. E alla domanda se è più difficile fare il politico o il giornalista ha risposto: «Più difficile essere uomo, fare il presidente della Regione Lazio e il commissario rifiuti è una bella prova». E, tra qualche settimana avrà, nuovamente una trasmissione tutta sua.

Piero Marrazzo, come si intitolerà e quando prenderà il via il suo nuovo programma?

Il mio nuovo programma inizierà su Raidue a metà novembre, sarà in seconda serata e si intitolerà “Razza umana“. Il titolo è ripreso dalla celebre frase di Albert Einstein. Lo scienziato, nel 1933, si decise ad emigrare definitivamente negli Stati Uniti. La situazione in Europa, già prima delle leggi razziali promulgate in Germania nel ’35, si era fatta insostenibile, anche per lui che, in quel tempo, era svizzero. Giungendo in America gli fu domandato quale fosse la sua razza. Lui era ebreo, per quello andava via dall’Europa, ma preferì rispondere: razza umana. Fu il suo modo per dire che tutti gli uomini sono uguali. Ecco, per questo il mio programma si chiamerà “Razza umana”.

Come sarà articolato?

Le posso dire quello che so, perché è ancora tutto in cantiere, molte cose sono ancora da definire. Ci sarà una proposizione di documentari e poi degli ospiti: è un format originale studiato insieme al direttore di Raidue, Teodoli. Saranno storie di uomini, e poi di economia, di politica. Ci saranno i documentari, di 15 minuti, che potranno essere acquistato o prodotti, anche questa è una cosa che stiamo vagliando, e dei quali sarà poi data una lettura in studio con gli ospiti. Sarà un programma di temi internazionali, ma raccontati dal nostro Paese, con una caratura tutta italiana. Io sarò il conduttore: torno a fare il mio mestiere, quello del giornalista. La politica è stata solo una parentesi.

Ci può anticipare qualcosa sugli ospiti, qualche nome?

Tutto è ancora da definire.

Il suo programma andrà in onda su Raidue, ma lei non aveva un contratto con Raitre? Molti sostengono che in Rai non è facile cambiare rete.

Ma no, non è così. In Rai ho una bella esperienza: saranno trent’anni di lavoro in questa azienda nel 2015. E, forse qualcuno non lo sa, sono tutt’ora un giornalista della Rai, sono tornato ad essere un giornalista Rai al termine della mia carriera politica. Ora sono assistente del direttore di Raitre, ma questo progetto è stato pensato con il direttore di Raidue Teodoli che, con la direzione generale, ha deciso di utilizzarmi, per questo il programma andrà sulla seconda rete.

Un po’ di tempo fa si è parlato per Lei di un programma intitolato «Vox populi». Un progetto reale o era solo gossip?

Nulla di concreto, solo gossip. In questo ultimo periodo ho realizzato due documentari per la Rai: uno sulla Somalia e un altro sull’Armenia, prodotti da Raicinema. E a metà novembre, ora, partirà il nuovo “Razza Umana”.

Antonio Angeli per Il Tempo